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1 giugno 2019 ore: 12:57
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Servizio civile alla parata del 2 giugno: storia di una partecipazione tormentata

Negli anni è stata contestata soprattutto dal mondo pacifista e nonviolento, che ne ha sottolineato la contraddizione tra l’essere una manifestazione legata alla Festa della Repubblica e il suo concretizzarsi in forme strettamente militaresche. Quest’anno la parata avrà come tema specifico quello dell’inclusione
ROMA - Nata nel 1948 per celebrare il secondo anniversario della Repubblica, due anni dopo la sfilata su via dei Fori Imperiali sarà inserita nelle celebrazioni per la Festa della Repubblica. Sospesa alla fine degli anni ’70 per contenere la spesa pubblica, la parata fu ripristinata nel 1983, ma le celebrazioni si svolsero la prima domenica di giugno sull'itinerario Aventino-Porta S. Paolo in ricordo della resistenza all’occupazione tedesca della città di Roma. Il 4 giugno 2000, per volontà del Presidente Carlo Azeglio Ciampi, la sfilata militare tornò a far parte delle celebrazioni della Festa della Repubblica e sul percorso dei Fori Imperiali. Quest’anno avrà come tema specifico quello della “Inclusione quale affermazione del diritto di ogni singola persona di avere accesso ed esercitare, nella società di cui è parte, le stesse opportunità”.

“Il prossimo 2 giugno, per festeggiare la festa della Repubblica, si terrà l’ennesima parata militare, appena stemperata dalla modesta presenza di una piccola componente civile: un gruppetto di sindaci, un po’ di personale non armato, qualche ragazzo e ragazza del servizio civile. Saranno 2-3 milioni di euro spesi per far marciare i soldati armati, far volare le frecce tricolori, far sfilare i mezzi militari con cannoncini e mitragliatrici”, scrive Giulio Marcon, Portavoce della campagna “Sbilanciamoci”, voce controcorrente rispetto a questa manifestazione. Negli anni è stata contestata soprattutto dal mondo pacifista e nonviolento, che ne ha sottolineato la contraddizione tra l’essere una manifestazione legata alla Festa della Repubblica e il suo concretizzarsi in forme strettamente militaresche. Il contrasto si è reso più forte nel 2003, quando col beneplacito del Quirinale, per la prima volta vi parteciparono 4 volontarie del servizio civile, con la contestazione delle associazioni degli obiettori, che parlarono di “un totale svilimento di quelle che sono le radici culturali, politiche e sociali del servizio civile”. L’anno successivo l’AON (Associazione Obiettori Nonviolenti) scriverà al Presidente della repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, per chiedere di “non far sfilare le volontarie in servizio civile durante la parata militare del prossimo 2 giugno”.

Anche nel 2007, due anni dopo la fine della leva obbligatoria e dell’obiezione di coscienza al servizio militare, Massimo Paolicelli (Presidente AON), scriverà al Ministro con delega Paolo Ferrero chiedendo di “ritirare la delegazione di giovani in servizio civile”. “Come Associazione Obiettori Nonviolenti – spiegava Paolicelli - siamo contrari all'idea che la Repubblica, fondata sul lavoro e sul ripudio della guerra, venga festeggiata con una parata militare. Un modo anacronistico e fuori dalla storia di ostentare la forza di un paese. Noi pensiamo invece che i valori della Repubblica arrivino da chi quotidianamente è impegnato a vario titolo a far crescere nel paese i valori della pace, della giustizia, della solidarietà e dei diritti, e che in quella parata non è minimamente rappresentato”. Lo stesso anno la CNESC (Conferenza nazionale enti di servizio civile) lancia l’iniziativa di una “festa di popolo e celebrazione della democrazia” proponendo alla società civile di visitare il 2 giugno “i luoghi in cui si svolge il servizio civile, per far incontrare le persone, le famiglie, con i giovani in servizio civile e con volti e situazioni di marginalità”.

Nel 2011 la presenza dei giovani in servizio civile sarà messa in discussione dallo stesso Consiglio supremo della Difesa, mentre nel 2012 varie Associazioni pacifiste, nonviolente e del servizio civile, scriveranno al Ministro con delega, Andrea Riccardi, per chiedere che i giovani in servizio civile, chiamati a marciare con passo marziale e non più trasportati su una camionetta, non svolgessero una preparazione di tipo "militare".

Nel 2013 sarà la Presidente della Camera Laura Boldrini, accogliendo l’invito della Rete Italiana per il Disarmo, del Forum Nazionale per il Servizio Civile, del Tavolo Interventi Civili di Pace, della Campagna “Sbilanciamoci” e della CNESC, a celebrare in maniera diversa la Festa della Repubblica e ad incontrare in questa occasione il mondo della nonviolenza e del servizio civile, negli stessi giorni in cui due mozioni dei gruppi parlamentari del M5S e di Sinistra Ecologia e Libertà (SEL), chiedevano l’abolizione della parata militare e di “destinare i fondi risparmiati al servizio civile”.

Due anni dopo, il 2 giugno 2015, per la prima volta l’Aula di Montecitorio si aprirà ai giovani del servizio civile su invito proprio della Presidente Boldrini, che dirà: "È la prima volta che in occasione della Festa della Repubblica facciamo questa iniziativa con i giovani del Servizio civile. Questi ragazzi dedicano un anno della loro vita al Paese, alla patria. Devono essere riconosciuti anche loro come attori del miglioramento del nostro Paese”. L’iniziativa si ripeterà anche l’anno successivo, mentre nel 2018, non lontano dai Fori Imperiali, si è svolto l’evento "Corpi civili di pace: i primi semi di un grande sogno”, realizzato da ACLI, Arci Servizio Civile, Caritas Italiana, CESC Project, Focus-Casa dei Diritti Sociali, FOCSIV, Federazione SCN/CNOS e "Un Ponte per…". 

Il Presidente della Camera Roberto Fico, in un saluto scritto ricorda “chi, come i volontari del servizio civile e - in particolare - dei corpi civili di pace, sono impegnati ogni giorno nel promuovere i valori della nostra Carta Costituzionale”. Un’esperienza, quella del servizio civile, che per il Presidente Fico“è diventata una risorsa irrinunciabile, preziosa per chi ne beneficia, ma anche e soprattutto per i ragazzi che, con la decisione di dedicare un anno della loro vita agli altri, vivono esperienze di arricchimento e crescita”.
Quest’anno non sono previste iniziative specifiche per il servizio civile, se non la partecipazione proprio alla sfilata dei Fori Imperiali.
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