28 novembre 2022 ore: 12:33
Non profit

Servizio civile, delega al ministro Abodi e cambio al vertice del Dipartimento

di Francesco Spagnolo
Il nuovo capo dipartimento è Michele Sciscioli, subentra a Marco De Giorgi. Soddisfazione della Cnesc per il prossimo avvio di 71.741 volontari. Arci servizio civile: “Dipartimento, Regioni e enti chiamati a fare una capillare e corretta comunicazione verso i giovani e le famiglie”
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È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale dello scorso 25 novembre (n. 276) l’assegnazione della delega al servizio civile universale (SCU) al Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi. Nello stesso tempo è avvenuto il cambio al vertice del Dipartimento per le Politiche giovanili e il SCU, con l’arrivo di Michele Sciscioli che subentra come Capo Dipartimento a Marco De Giorgi.

“Insieme alle congratulazioni rinnoviamo ad entrambi – dichiara la Presidente della CNESC (Conferenza Nazionale Enti per il Servizio Civile), Laura Milani - la disponibilità a offrire il nostro contributo all’attuazione e allo sviluppo del Servizio Civile Universale, certi che l’ascolto reciproco e la valorizzazione delle competenze e delle esperienze degli enti e della Consulta Nazionale del Servizio Civile, rappresentino la via maestra per rispondere alle sfide che ci prestiamo ad affrontare”.

Milani riporta anche la soddisfazione della CNESC “per la recente pubblicazione del decreto che dispone il finanziamento dei programmi e progetti per un impiego complessivo di 71.741 operatori volontari. Il Dipartimento ha accolto, quindi, le richieste della Consulta di utilizzare i risparmi dovuti ai mancati avvii del bando 2021 per integrare il bando fin da subito. Questo garantisce tempi e numeri certi, il che significa anche poter pianificare con sufficiente anticipo la promozione ed evitare integrazioni e proroghe delle scadenze in itinere”.

“Ricordiamo tuttavia – sottolinea la presidente CNESC - che si tratta di numeri resi possibili dai fondi PNRR e dai mancati avvii del bando 2021, per questo motivo rinnoviamo la richiesta al Governo di investire per il prossimo triennio almeno 500 milioni annui per garantire numeri adeguati, e perché si realizzi realmente quella programmazione prevista dal decreto 40 e che richiede stabilità e un respiro più ampio”. “Sono numeri importanti dietro i quali ci sono le vite e le aspettative di decine di migliaia di giovani, che richiamano ora le istituzioni, a investire con responsabilità nella promozione del prossimo bando, e gli enti a continuare a svolgere la loro funzione di promozione capillare di supporto. Crediamo sia importante investire in una comunicazione che renda chiaro ai giovani che l’anno di servizio civile è un’esperienza con finalità e modalità operative specifiche, differenti da lavoro, studio, tirocinio formativo ecc. Un’esperienza unica soprattutto perché invita i giovani a farsi protagonisti di un cambiamento per sé e per le comunità in cui agiscono operando con una logica e una prassi non competitiva, collaborativa, nonviolenta”, conclude Milani.

Soddisfazione per l’ingente numero di posti finanziati è stata espressa anche da Licio Palazzini, Presidente di Arci Servizio Civile aps. “Adesso – ha aggiunto -, Dipartimento, Regioni e Enti siamo chiamati a fare una capillare e corretta comunicazione verso i giovani e le famiglie”. Infatti per Palazzini “la prima sfida è portare i giovani che fanno domanda e sono selezionati a vivere compiutamente l’anno di servizio, visto l'alto numero di giovani selezionati che non si sono presentati all’avvio del progetto o che hanno lasciato dopo qualche mese”. “La seconda sfida è riportare al centro dei progetti le attività per la comunità e il ruolo degli operatori volontari. Le misure aggiuntive non possono essere usate per orientare la stesura dei progetti, come è invece accaduto quest’anno in modo specifico con l’infelice misura tutoraggio e certificazione delle competenze cui è stato attribuito un punteggio abnorme. Questa misura dovrà essere riformulata già nelle prossime settimane“, afferma il Presidente di ASC aps. “C’è infine un aspetto nell’Allegato al Decreto di finanziamento che va chiarito – conclude Palazzini -. Forse voleva essere un’azione di trasparenza, ma scrivere ‘importo finanziamento’ come se fosse tale per l’ente che realizza il programma, nel Servizio Civile Universale non corrisponde al vero; forse si voleva indicare il costo del singolo progetto per lo Stato, sulla base dell’assegno mensile che il Dipartimento eroga agli operatori volontari. Ma quella formulazione creerà invece equivoci e malintesi, tanto più che gli enti di terzo settore sono obbligati ogni anno a pubblicare i finanziamenti pubblici ricevuti. In questo caso non ricevono nulla perché le risorse vanno direttamente agli operatori volontari. È opportuno quindi che il Dipartimento chiarisca”. (FSp)

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