30 dicembre 2015 ore: 10:35
Non profit

Servizio civile e Corpi di pace: è l'anno della svolta

Il 2015 conferma un'inversione di tendenza positiva: 49.912 giovani in servizio (o in imminente avvio) a fronte del numero record di oltre 170 mila candidature. Corpi civili, al via la sperimentazione con i primi 200 giovani
Servizio civile, ragazzi a terra con maglietta

ROMA - Annunciato come “l’anno della svolta” per il servizio civile nazionale, il 2015 conferma una inversione di tendenza positiva rispetto agli anni precedenti, ma evidenzia anche una faticosa evoluzione verso una riforma che tarda ad arrivare, tanto che è lo stesso Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, a ribadire tra gli impegni del Governo per il 2016 “ius soli, civil partnership, servizio civile e terzo settore”.

Rimangono i dati che dicono come 49.912 giovani in servizio (o in imminente avvio) nel 2015, a fronte del numero record di oltre 170mila candidature, secondo quanto ricordato il 21 dicembre dal Sottosegretario con delega, on. Luigi Bobba, siano per il servizio civile volontario il picco più alto dal 2001, anno della sua istituzione. Questi numeri nascono dall’effetto combinato dei vari bandi emanati nel 2015 dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio civile nazionale, a partire da quello ordinario da quasi 31mila posti uscito a marzo, ad un anno e mezzo dal precedente, che si è sommato ai bandi finanziati tramite il programma europeo “Garanzia Giovani” per oltre 5.500 posti, ai bandi speciali legati ad EXPO Milano e al Giubileo della Misericordia, più altri 1.200 posti messi a progettazione alla vigilia di questo Natale nell’ambito degli accordi stipulati nel 2014 con il Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Ministero dell'Interno, il Ministero dei beni culturali e del turismo e l’Autorità nazionale anti corruzione.

Il 2015 ha visto anche rafforzarsi il dialogo a livello europeo, che ha portato a luglio alla presentazione di alcuni progetti per 50 volontari nell’ambito del piano International Volunteering Opportunities for All (IVO4ALL) cofinanziato dall’“Unione Europea”, e ad un primo accordo con l’Agenzia del “Service Civique” francese per una possibile esperienza di scambio tra giovani volontari. “L'attivazione del progetto IVO4ALL ci darà la possibilità di fungere da avanguardia europea nell'ambito del servizio civile”, dichiarava la deputata e responsabile nazionale PD per il Servizio Civile e le Politiche Giovanili, Francesca Bonomo.

Più complicato invece l’iter per l’avvio dei “Corpi civili di Pace”, la cui sperimentazione per il periodo 2014-2016 era stata prevista già dalla legge di Stabilità del dicembre 2013, al fine di istituire un “contingente di corpi civili di pace, destinati alla formazione e alla sperimentazione della presenza di 500 giovani volontari da impegnare in azioni di pace non governative nelle aree di conflitto o a rischio di conflitto o nelle aree di emergenza ambientale”. Dopo 17 mesi, a maggio di quest’anno, è arrivato l’atteso decreto del Ministero del lavoro, che ha permesso la stesura del prontuario di progettazione approvato poi dalla Consulta nazionale del servizio civile a fine novembre, per poi essere pubblicato il 29 dicembre e avviare così la sperimentazione con i primi 200 giovani. Il tema era stato oggetto nel frattempo di una mozione parlamentare presentata alla Camera dei Deputati da esponenti dei gruppi di SEL, PD, e PER L'ITALIA, a prima firma dell'on. Giulio Marcon (SEL), per il "diritto alla pace" e la stabilizzazione dei Corpi Civili di Pace. Tutto questo mentre il 9 dicembre scorso il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato la storica risoluzione 2250, che riguarda i giovani, la pace e la sicurezza e che sollecita una loro maggiore presenza nella prevenzione e risoluzione dei conflitti in un momento in cui “l'aumento della radicalizzazione della violenza e dell'estremismo violento tra i giovani, può favorire il terrorismo”.

Come detto prima, sono stati invece decisamente lenti (almeno a confronto degli annunci fatti), i passi in avanti fatti dalla riforma del servizio civile, lanciata il 13 maggio 2014 con un tweet dal Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, con cui rendevano note le "Linee guida per una riforma del Terzo settore" e se ne apriva il confronto pubblico. Il disegno di legge del Governo, presentato alla Camera dei Deputati ad agosto 2014, è arrivato alla sua approvazione solo il 9 aprile di quest’anno per poi passare al Senato, che ne ha cominciato la discussione in Commissione Affari costituzionali ad inizi di questo dicembre.

Accanto ad una riforma che ancora stenta, si è invece risolta in Corte Costituzionale l’annosa questione partita alla fine del 2011 dei ricorsi sull’esclusione del servizio ai giovani stranieri, dichiarata incostituzionale con la sentenza n. 119 a maggio scorso. Riferendosi alla lettura dell’art. 52 della Costituzione “alla luce dei doveri inderogabili di solidarietà sociale indicati all’art. 2 della Costituzione (sentenza n. 309 del 2013)”, la Corte Costituzionale ha sancito definitivamente come “l’esclusione dei cittadini stranieri, che risiedono regolarmente in Italia, dalle attività alle quali tali doveri si riconnettono appare di per sé irragionevole”.

Un tema che è tornato ad animare il dibattito pubblico anche nel 2015 è stato quello del servizio civile “obbligatorio”, rilanciato dal segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini: “Tra le proposte che realizzeremo quando saremo al Governo, ci sarà anche il servizio civile obbligatorio per tutte le ragazze e i ragazzi al compimento del 18° anno di età”. La proposta veniva ripresa dall’editorialista di “Repubblica” Michele Serra e da un articolo di Nadia Urbinati, cui replicava il Sottosegretario Bobba, ricordando come l’intento del Governo sia “quello di ampliare il servizio civile fino a renderlo ‘universale’, cioè aperto ad accogliere tutti i giovani che liberamente vorranno impegnarsi, superando i vincoli di bilancio che finora hanno impedito di realizzare l'obiettivo che il premier Renzi ha infatti indicato per il 2017: ingaggiare circa 100 mila giovani, ovvero una quota pari a circa un quinto di una generazione”.

Tutto questo mentre sul fronte delle Istituzioni va ricordato lo storico incontro dei giovani in servizio civile, accolti il 2 giugno durante la Festa della Repubblica per la prima volta nell’aula di Montecitorio dalla Presidente Laura Boldrini e l’elogio fatto dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che nel suo discorso in occasione della Giornata internazionale del Volontariato del 5 dicembre ha affermato come: “Il volontariato per un giovane è occasione di crescita personale e civile. Anche lo Stato deve saper cogliere meglio questa ricchezza attraverso il servizio civile”.

E per il 2016? Con il Decreto legge “Misure urgenti per gli interventi nel territorio” approvato a novembre dal Consiglio dei Ministri Renzi ha confermato la sua promessa di “portare più volontari del servizio civile ed a immaginare uno stanziamento ulteriore di 100 milioni”, che si aggiungono così ai 115 stanziati dalla legge di Stabilità 2015. Con questi fondi il prossimo anno c’è la certezza di un bando da 37-38 mila volontari, “a cui se potranno aggiungere – ha dichiarato il cons. Raffele De Cicco, coordinatore dell’Ufficio Servizio Civile Nazionale - altri 10 mila se arriverà una parte di fondi previsti dal Governo per l’intervento di riqualificazione delle periferie”, approvato grazie ad un emendamento presentato dall’on. Marcon (SEL). “Inoltre se il programma europeo Garanzia Giovani verrà prolungato per un altro anno potremmo sfiorare la cifra di 58 mila giovani coinvolti nel 2016”, ha aggiunto De Cicco. E due ordini del giorno accolti dalla Camera dei Deputati in fase di approvazione della legge di Stabilità e presentati come primi firmatari dai deputati PD Edoardo Patriarca e Francesca Bonomo,hanno impegnato il Governo rispettivamente a destinare “adeguate risorse finanziarie” per la realizzazione di progetti di servizio civile nazionale, finalizzati “allo sviluppo dell'inclusione sociale e del potenziamento dei servizi alla persona nell'ambito delle periferie degradate" e a valutare di riportare nella prossima sessione di Bilancio il Servizio civile nazionale dalla Missione “Diritti sociali, politiche sociali e famiglia” sotto Ministero dell'economia e delle finanze a quella ritenuta più consona sotto “Presidenza del Consiglio dei Ministri”.

Ma sul tema del finanziamento e del futuro del servizio civile rimane sempre alta la guarda da parte dei volontari e degli enti, come quelli della CNESC-Conferenza nazionale enti di servizio civile, il cui Presidente Licio Palazzini ha ricordato di recente come i fondi ordinari stanziati ad oggi per il servizio civile rischiano di “far partire nel 2016 alcune migliaia di giovani in meno che nel 2015. In questa situazione non solo si allontana il traguardo dei 100.000 giovani nel 2017 ma si impedisce anche alle organizzazioni accreditate di fare programmazioni pluriennali, uno dei passaggi essenziali per un servizio civile di qualità, di garanzia per i giovani e le istituzioni”. (FSp)

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