25 marzo 2016 ore: 12:08
Non profit

Servizio civile europeo, ecco le opzioni in campo per i giovani italiani

“Odysseus”, il progetto di servizio civile europeo avanzata dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi, non è l’unica proposta che mira a costruire un nuovo modello di servizio su scala europea. Oltre alle ipotesi previste nella legge di riforma sul terzo settore (in discussione al Senato) nell’ultimo anno altre proposte sono state attivate
Servizio civile. Due ragazze indossano magliette con scritta

ROMA - “Odysseus”, il progetto di servizio civile europeo avanzata dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi  lo scorso 17 marzo a Bruxelles, ed elaborata dal suo think tank “Volta”, non è l’unica proposta che mira a costruire un nuovo modello di servizio civile su scala europea. La stessa legge delega di riforma del Terzo settore e del Servizio civile universale, attualmente in discussione al Senato, punta ad introdurre la possibilità per i giovani di passare un periodo di 4 mesi del loro anno di servizio all’estero. Ma accanto a queste, sono state portate avanti nell’ultimo anno altre proposte.

IVO4ALL, che sta per “International Volunteering Opportunities For All” è il progetto sperimentale che si attua nei Paesi dell’Ue e che si inserisce nell’ambito del Programma ERASMUS+, azione chiave 3: Sostegno alle riforme delle politiche europee nel settore dell’Educazione, Formazione e Gioventù. Finanziato dalla Commissione europea, vede l’Italia partner attraverso il Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, insieme a Francia, Lituania, Lussemburgo e Regno Unito, per “sviluppare la dimensione europea delle politiche rivolte ai giovani con minori opportunità”. Attualmente è aperto il bando di candidatura per i 50 posti di competenza italiana, che si aggiungono ai 100 in Francia e ai 100 nel Regno Unito. La durata del servizio sarà di 6 mesi, di cui quattro  mesi all’estero, presso il Paese dove si realizza il progetto prescelto, e due mesi in Italia. Il periodo di servizio civile svolto in Italia prevede una formazione preliminare che comprende un periodo di formazione generale non inferiore a 30 ore; un corso di lingua straniera (Inglese, Francese, Spagnolo, Portoghese) della durata di tre settimane che si svolgerà a Roma e, infine, una formazione specifica inerente le attività previste nel progetto.

Un altro progetto pilota, definito un “Erasmus del servizio civile”, è quello ipotizzato tra Italia e Francia nella dichiarazione d'intenti firmata a Venezia lo scorso 8 marzo per permettere a 100 giovani volontari, tra italiani e francesi in servizio civile, di effettuare un'esperienza di scambio europeo. “Il progetto - ha spiegato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega agli Affari europei, Sandro Gozi -, permetterà ai giovani di tutte le classi sociali di fare esperienza di educazione alla cittadinanza europea attraverso la mobilità. Un'attenzione particolare sarà riservata ai giovani svantaggiati. Siamo convinti che il progetto possa favorire la comprensione reciproca tra le giovani generazioni e rafforzare i legami di amicizia tra l'Italia e la Francia, ma anche rafforzare la dimensione europea del servizio civile: un primo passo verso la realizzazione di un vero servizio civile europeo a 28”.
“I giovani coinvolti - ha chiarito il sottosegretario con delega al servizio civile, on. Luigi Bobba - saranno impegnati in iniziative di sostegno ai rifugiati, nell'accompagnamento a persone in situazioni di esclusione o di disagio, nella protezione dell'ambiente e nella promozione della cultura e del territorio. Si tratta di una esperienza di Servizio bi-nazionale che rappresenta anche un primo passo verso un sorta di Erasmus del Servizio civile. La realizzazione del progetto si baserà anche sulla partecipazione delle associazioni e organizzazioni non governative, che svolgono attività nel settore del Servizio civile, nonché sulla rete delle città italiane e francesi gemellate”.

Previsti dal comma 253 della legge di Stabilità n. 147 del dicembre 2013 grazie a un emendamento presentato dall'on. Giulio Marcon (SEL), anche i “Corpi civili di pace” possono essere annoverati tra le forme europee ed internazionali verso cui sta andando il servizio civile. Il progetto, per il quale è stato nominato il 22 marzo scorso anche un apposito Comitato di valutazione, prevede una sperimentazione di tre anni con un investimento complessivo di 9 milioni di euro per l’invio di 500 giovani volontari che “svolgeranno azioni di pace non governative nelle aree di conflitto o a rischio di conflitto e nelle aree di emergenza ambientale". L'istituzione di questo contingente di Corpi civili, che partirà a breve con i primi 200 giovani, riprende la proposta che l’europarlamentare dei Verdi Alex Langer avanzò nel 1995, e si ispira a tante esperienze che si sono realizzate in questi anni: da quella storica delle “peace brigades” ai “caschi bianchi” in servizio civile all’estero, dalle iniziative di interposizione nelle aree di conflitto, al “Tavolo per gli interventi civili di pace”. Recentemente con l'accoglimento dell'ordine del giorno 9/02617-A/039 presentato alla Camera dei Deputati, il Governo si è impegnato anche a stabilizzare questa sperimentazione, mentre sempre in Parlamento è stata presentata il 21 gennaio 2014 un’apposita proposta di legge.

Recentemente sono stati anche festeggiati i 20 anni del Servizio Volontario Europeo, che dal 1996 ha fatto partire come volontari oltre 100.000 i giovani tra i 17 ed i 30 anni. Nello specifico dell’ultimo biennio 2014/2015 (ovvero i primi due anni del neonato programma Erasmus+ dentro cui è confluito lo SVE) sono stati oltre 1.200 i giovani italiani che hanno partecipato allo SVE per un impegno complessivo dichiarato dell’Agenzia Nazionale Giovani di circa 12 milioni di euro. (FSp) 

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