Servizio civile, nel 2013 l’apertura agli stranieri e qualche altra buona notizia
Il 2013 si era aperto con qualche speranza per il servizio civile nazionale, o almeno era questo l’auspicio a gennaio quando non si era ancora spenta l’eco delle iniziative per i 40 anni dalla prima legge sull’obiezione di coscienza, la n. 772/72. Dopo 12 mesi l’anno che si chiude non si può definire certo positivo, ma qualche buona notizia c’è stata, soprattutto nella parte finale. Di seguito una cronistoria degli eventi principali.
L’alleanza. A gennaio nasce formalmente l'"Alleanza" per il servizio civile nazionale, con cui enti ed associazioni del terzo settore (Cnesc-Conferenza Nazionale Enti Servizio Civile, Movimento Nonviolento, Forum nazionale servizio civile, Forum Nazionale dei Giovani, Campagna Sbilanciamoci, Forum terzo settore, Tavola della pace e MIR) si organizzano per la prima volta tutti insieme per promuovere questa esperienza, e per questo interpellano direttamente anche partiti e candidati alle elezioni politiche nazionali di febbraio. Nello stesso periodo nasce l’AISeC, l’Associazione nazionale che riunisce volontari ed ex volontari del servizio civile nazionale.
Nuova consulta. Il ministro con delega uscente, Andrea Riccardi, procede intanto nell’iter di ricostituzione della Consulta nazionale del servizio civile. A marzo vengono indette le nuove elezioni dei volontari, che dovranno arrivare a indicare i due nuovi Rappresentanti nazionali proprio in Consulta. Quest’ultima sarà rinominata formalmente ad aprile, e dopo due riunioni indicherà come suo nuovo Presidente Giovanni Bastianini.
Un bando per il terremoto. Nella prima metà dell’anno viene anche emanato un bando straordinario per le zone terremotate dell’Emilia Romagna da 400 posti, più altri 100 riservati a stranieri, finanziati dalla Regione nell'ambito della propria legislazione sul servizio civile regionale. Il bando viene dedicato alla memoria di Daniele Ghillani, giovane volontario parmense scomparso nel 2012 in Brasile. A marzo muore a 94 anni don Giovanni Nervo, primo presidente diCaritas Italiana, una delle voci più autorevoli in Italia sull’impegno sociale, l’attenzione ai poveri, l’educazione alla pace e alla giustizia.
Da Idem a Kyenge. Sul versante politico, nel nuovo governo Letta la delega al servizio civile viene data alla ministra per le Pari opportunità, sport e politiche giovanili Josefa Idem, che conferma i finanziamenti trovati dal suo predecessore e annuncia il nuovo bando nazionale per settembre. Ad inizio estate però la Idem si dimette dopo le polemiche legate ai mancati pagamenti Imu, e le sue deleghe, compreso il servizio civile, passano alla ministra per l’Integrazione Cécile kyenge.
La parata contestata. Ad inizio giugno, in vista della Festa della Repubblica, esplodono le polemiche legate alla partecipazione alla parata dei Fori Imperiali di un gruppetto di giovani in servizio civile. Nello stesso giorno gli enti e le associazioni riuniti nell’Alleanza per il servizio civile organizzano manifestazioni alternative, a cui partecipa anche la Presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini.
Anniversario. L'8 luglio si ricordano i 15 anni dalla promulgazione della nuova legge sull’obiezione di coscienza, la n. 230/98. Tra le sue principali novità il fatto che l'obiezione di coscienza al servizio militare diventava un diritto soggettivo.
La disfida degli stranieri. Ad ottobre, a due anni dal precedente, arriva finalmente il bando nazionale da complessivi 15.466 volontari, di cui 502 all'estero, uno dei numeri di posti più basso di sempre. Nonostante la sentenza del Tribunale del lavoro di Milano, rimane però tra i requisiti di partecipazione la cittadinanza italiana e non viene previsto l’accesso per i giovani stranieri. Ma poco dopo, un nuovo ricorso e una nuova sentenza stabilirà la riapertura del bando anche per i giovani immigrati.
Nuove prospettive. L’anno si chiude con la morte di Massimo Paolicelli, storico esponente dell’obiezione di coscienza e presidente dell’Associazione Obiettori Nonviolenti, ma anche con lo stanziamento nella Legge di stabilità di 105 milioni di euro per il 2014 e il finanziamento di una sperimentazione per tre anni dei Corpi Civili di Pace, legati al servizio civile nazionale. Inoltre l’inserimento proprio del servizio civile tra le azioni potenzialmente finanziabili e prese in considerazione dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nell’ambito del Piano europeo “Garanzia Giovani” (Youth Guarantee), aprono nuove prospettive per questo istituto ed avviano il confronto sul riconoscimento del suo valore e sul suo collegamento con il mondo del lavoro. (FSp)