6 ottobre 2016 ore: 09:53
Non profit

Servizio civile per i profughi, Legacoop: “Non lasciamoli nel limbo”

La proposta delle cooperative sociali dell'Emilia-Romagna per dare un futuro ai richiedenti asilo. Potrebbero lavorare in agricoltura sociale, turismo e cultura. Alberani: “Per loro opportunità di lavoro come ai nostri ragazzi”. E dalla Regione arriva una prima apertura
Giovani e servizio civile

- BOLOGNA – Servizio civile anche per profughi e richiedenti asilo: è la proposta presentata da Legacoop sociali Emilia-Romagna in alternativa al volontariato, “che va bene per il tempo libero, ma solo se si ha già un lavoro”, spiega il responsabile Alberto Alberani. “Bisogna invertire il pensiero per cui chi chiede asilo è tenuto a ricompensare, attraverso attività gratuite, le risorse messe in campo dallo Stato per l’accoglienza”. Il riferimento è ai progetti di collaborazione tra migranti e comunità locali avviati in regione lo scorso anno (a seguito di un protocollo siglato tra Comuni, Regione Emilia Romagna e Prefettura) che mirano a inserire i nuovi arrivati nel tessuto attivo della città attraverso la cura di giardini, falciatura di siepi, pittura delle scuole e spazi pubblici, a titolo completamente gratuito. “E invece i migranti dovrebbero poter lavorare come i nostri ragazzi”, continua Alberani, “dobbiamo smetterla di considerarli un problema, sono risorse. I flussi non si fermeranno, allora tanto vale mettere in campo delle idee. Sarebbe utile offrire loro forme di lavoro vero, quale può essere il servizio civile, con un rimborso pari a quello dato ai ragazzi italiani”. 

Stando ai dati del ministero dell’Interno riferiti al 5 ottobre, i migranti presenti in Emilia Romagna sono in tutto 10.684, di cui un migliaio accolti nei progetti Sprar, il sistema di protezione per richiedenti asilo. “Il servizio civile potrebbe essere un’opportunità soprattutto per chi vive attese da 12 ai 18 mesi prima che gli venga riconosciuto il diritto alla protezione internazionale. Tempo prezioso, che potrebbe essere messere a frutto, piuttosto che lasciare questi ragazzi in un limbo”. Tre le possibili aree di impiego identificate da Legacoop ci sono il turismo, l’agricoltura sociale, la cultura. “Non ci impicchiamo sullo strumento, ma almeno proviamo a vedere se il servizio civile è quello ideale”.  

L’idea di Legacoop di aprire un tavolo di confronto con ministero, prefetture e comuni, è stata accolta anche dal presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini.“È una proposta che merita di essere discussa e su cui fare una riflessione seria, che non riguarda però solo la regione”, ha detto a Bologna a margine del direttivo regionale delle coop sociali. “Avevamo previsto l’’opportunità' di lavori socialmente utili per non lasciar bighellonare i migranti e perché possano restituire almeno in parte quello che ricevono dalle comunità che li accolgono”. (Silvia De Santis)

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