8 settembre 2021 ore: 12:57
Società

Servizio civile universale e Garanzia Giovani, l’incertezza corre sui social

di Francesco Spagnolo
La vicenda dei problemi legati al Servizio Civile Universale (SCU) e il programma europeo “Garanzia Giovani” vede coinvolti soprattutto i giovani NEET e disoccupati, che fanno fatica a capire i motivi di questa situazione, come raccontano loro stessi nei più diffusi social network. E non solo
Servizio civile universale, giovani uniscono mani - SITO NUOVO
ROMA - La vicenda dei problemi legati al Servizio Civile Universale (SCU) e il programma europeo “Garanzia Giovani” vede coinvolti soprattutto i giovani NEET e disoccupati, che fanno fatica a capire i motivi di questa situazione, come raccontano loro stessi nei più diffusi social network.

Francesca L. nel gruppo Facebook (non ufficiale) dedicato proprio al Servizio Civile Universale (https://www.facebook.com/groups/158149777561565), spiega come secondo lei “un grande problema sono stati i Patti di servizio (PdS). Il bando non specificava che tipo ne servisse, ma solo che bastava farselo fare da un Centro per l'impiego o altro ente accreditato. Il 18 giugno esce un avviso sul sito del Dipartimento in cui viene detto che chi ha un patto di servizio afferente al Dlgs 150/2015 (quindi quello stipulato col CPI) verrà ammesso con riserva e avrà due mesi dall'avvio del servizio per ‘mettersi in regola’. Panico. Silenzio da parte del Dipartimento. I CPI non sapevano nulla, gli enti peggio ancora. Passano i mesi mentre noi siamo lasciati in balia di notizie differenti e discordanti tra loro”.

Un’altra giovane, Daniela S., scrive di aver effettuato l'adesione a Garanzia Giovani a gennaio scorso, con Patto di servizio e DID, “e poi successivamente ho fatto domanda per il servizio civile a febbraio. Sono stata convocata per il colloquio e sono risultata prima in graduatoria. Il mio Ente mi contatta a giugno dicendomi di effettuare la migrazione da un centro per l'impiego ad un altro, quindi io chiamo il centro per l'impiego e spiego la situazione (praticamente nessuno dei due centri mi aiuta, dicendo uno il contrario dell’altro), quindi ho semplicemente aspettato, non ho avuto alcun modulo, e dopo qualche giorno mi ritrovo una nuova adesione da parte dell’agenzia per il lavoro e quindi penso che sia tutto ok. Dopo innumerevoli avvii mancati del progetto, ad agosto invio una mail al Dipartimento per chiedere se avremmo finalmente iniziato ad agosto e lì mi viene detto che risulto esclusa”. “Chiedo al mio ente – prosegue Daniela - e mi viene detto che non risultiamo in regola con l'adesione a Garanzia Giovani, quando in realtà non è così, e quindi gli mostro nuovamente tutti i documenti. Passano giorni e non abbiamo notizie. Chiamo quindi il Dipartimento e spiego la situazione, controllano i documenti e risulto in regola. Il problema è stato fatto dall'agenzia per il lavoro che, anziché effettuare la migrazione, ha effettuato una nuova adesione a giugno. Quindi, a causa di un errore non mio, il Dipartimento non può fare nulla e non posso essere riammessa in servizio”.

Il 70% degli idonei selezionati del mio ente non svolgeranno mai il servizio per via della questione dei patti di servizio - racconta Anna F. -. Quasi tutti l’hanno stipulato dopo la scadenza del bando oppure di un tipo diverso da quello richiesto. “Siamo la maggioranza ma continuano a dire che siamo stati noi a non comprendere il bando – aggiunge -. Nel mio personalissimo caso poi è stato ancora peggio perché ho richiesto nei termini giusti, cioè entro febbraio 2021, sia la DID che il PdS, quindi perfettamente in tempo. ma il CPI mi ha rilasciato a distanza (chiuso al pubblico causa COVID) solo la DID e mi sono fidata di qualcuno che, in teoria, ne avrebbe dovuto sapere più di me. Morale della favola solo pochi giorni prima dei colloqui ho scoperto che mi mancava un documento”.

Per Andrea M. le problematiche sono legate anche alle diversità di trattamento degli operatori di SCU con Garanzia Giovani rispetto a quelli degli altri progetti ordinari, “tanto più che questa differenza non viene menzionata né nel bando, né nella domanda di partecipazione, né sui siti ufficiali, tanto meno nel contratto, che parla esclusivamente di compenso percepito mensilmente”. “Abbiamo iniziato il progetto il 15 luglio – spiega -, ma ad oggi non abbiamo ricevuto ancora alcun pagamento. Mentre gli altri volontari percepiscono i pagamenti mese per mese, partendo dal mese successivo a quello di presa in servizio, a noi è stato risposto di dover aspettare 2/3 mesi, senza una data precisa”.

Maria L. ci dice infine di essere stata esclusa dalla graduatoria “dopo essere risultata, prima in graduatoria, idonea e selezionata. Inutile dirvi la tristezza, il rammarico e i pianti di notte perché ho visto allontanarsi ancora di più, l’inizio di un percorso che avrebbe deciso la mia vita futura”. (FSp)
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