29 marzo 2018 ore: 12:14
Non profit

Servizio civile universale, l'allarme della Cnesc: "Per gli enti difficile accreditarsi"

La Conferenza nazionale enti di servizio civile fa riferimento in particolare a “procedure poco chiare e risposte incerte o contraddittorie e, soprattutto per il terzo Settore, a centinaia di documenti nuovi e aggiuntivi da depositare”, che costituirebbero un "ostacolo insormontabile"
Terzo settore: mani che tengono il mondo

ROMA - La Cnesc (Conferenza nazionale enti di servizio civile), che raggruppa 25 tra i principali enti di servizio civile italiano, lancia oggi l’allarme sull’accreditamento al nuovo Servizio Civile Universale (Scu), istituito con la legge 106/2016 e il D.Lgs. 40/2017. “A 8 mesi dalla circolare che apriva la possibilità di accreditarsi – scrive la Cnesc -, tutte le organizzazioni che hanno cercato di avviare il procedimento segnalano difficoltà di vario genere e nell’incertezza ci chiediamo come attuare questo primo passo del nuovo servizio civile”. Si tratterebbe in particolare di “procedure poco chiare e risposte incerte o contraddittorie e, soprattutto per il Terzo Settore, centinaia di documenti nuovi e aggiuntivi da depositare”.

“L’effetto sulle organizzazioni già accreditate al Servizio civile nazionale – ricorda l’associazione - poteva essere ridotto se si fosse deciso un passaggio quasi automatico all’Albo del Scu. Così non è, nonostante una circolare di metà dicembre che avrebbe dovuto produrre questo risultato. Adesso, a pochi mesi dall’avvio della progettazione 2018, l’atto fondamentale del servizio civile, da cui dipendono le attività a cui saranno chiamati a partecipare i giovani, complici i 6 mesi che servono per chiudere il procedimento di accreditamento, le organizzazioni accreditate al servizio civile nazionale, nazionali e regionali, si chiedono allarmate come sia possibile far entrare nel mondo del Scu i soggetti già accreditati e quelli nuovi, attratti dalle novità della riforma, in tempo utile al deposito dei progetti. La gran mole di documenti richiesti alle sole organizzazioni senza scopo di lucro rischia di essere un ostacolo insormontabile”.

Per la Cnesc “serve un cambio di passo in brevissimo tempo che da una parte indichi la data di cessazione della validità degli attuali albi del Servizio civile nazionale e dall’altra permetta, alle organizzazioni già accreditate, di accogliere e far partecipare alla nuova progettazione sia le organizzazioni già accreditate che quelle che intendono entrare nel nuovo servizio civile”.

Tutto questo avviene mentre è stato inviato alle Camere un decreto legislativo, approvato in via preliminare lo scorso 22 febbraio dal Consiglio dei Ministri, che introduce “disposizioni integrative e correttive” alla riforma del Servizio civile universale, e con l’imminente discussione ad aprile in Corte Costituzionale dei due ricorsi con cui le Regioni Veneto (Reg. Ric. 43/2017) e Lombardia (Reg. Ric. 44/2017) hanno impugnato alcuni articoli del D.Lgs. 40/2017.

Secondo la normativa rimangono inoltre da emanare, nello specifico del Servizio civile universale, gli atti relativi al Piano triennale e annuale di programmazione, il Decreto con i programmi di intervento approvati, la nomina dei nuovi componenti la Consulta nazionale per il Servizio e la sua stessa organizzazione. (FSP) 

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