18 marzo 2014 ore: 18:30
Disabilità

Sgarbi: “Scale mobili per gli handicappati? Mie parole equivocate”

Il critico d’arte e candidato sindaco di Urbino precisa il senso delle sue dichiarazioni: “Alludevo all’infermità mentale di certi amministratori, nani mentali, che non hanno consapevolezza del patrimonio storico”
Vittorio Sgarbi

Vittorio Sgarbi

ROMA – Vittorio Sgarbi chiarisce il senso delle sue dichiarazioni riguardanti la realizzazione di scale mobili e ascensori nei centri storici d’Italia, e nella fattispecie in quello di Urbino, città dove il critico d’arte sarà impegnato, con una propria lista, alle prossime elezioni amministrative insieme ai Verdi.

“A quanti pensano di fare gli spiritosi – dichiara Sgarbi - ironizzando sulla mia eventuale candidatura a sindaco, rispondo che confermo tutto: se verrò eletto, sarò contro ogni nuova opera pubblica nel centro storico che non sia il restauro dei monumenti e del patrimonio architettonico esistente. Sono e sarò contrario a tutto ciò che riguarda la distruzione di pietre secolari – testimonianza di civiltà passate – ancor più se lo si intende fare per realizzare scale, parcheggi, rotatorie. Ogni mio riferimento agli ‘handicappati’ e agli ‘zoppi’ , ovviamente, non ha niente a che fare con la realtà fisica, e solo pensare – come ha fatto, disonestamente, qualche mediocre e anonimo esponente del Pd - che io volessi umiliare i disabili, mi offende”.

“Le mie parole – prosegue Sgarbi - sono state volgarmente equivocate. E a offendere i disabili è chi li utilizza come argomento per imbastire una polemica inutile contro di me. Io alludevo all’infermità mentale di certi amministratori, mentalmente handicappati e zoppi, oltre che nani mentali, perché non hanno consapevolezza del patrimonio storico, artistico e architettonico di Urbino. Le scale mobili a Urbino – lo voglio ribadire - sono un crimine contro la civiltà. Chiarisco, infine, che per i disabili la mobilità nel centro storico di Urbino verrà garantita da mezzi pubblici messi a disposizione del Comune. Mai scale mobili; al loro posto, piuttosto, carrozze, calessi e auto elettriche”. 

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