3 novembre 2018 ore: 09:35
Economia

Sicilia, Alleanza contro la povertà alla Regione: “Manca un piano di contrasto”

L’appello delle organizzazioni del cartello al presidente della regione Musumeci e agli assessori a Famiglia e Lavoro e Sanità perché si istituisca un tavolo tecnico. Rosanna Laplacareferente regionale dell’Alleanza: “Piano importante per avviare un lavoro di rete tra le istituzioni e le diverse realtà del privato sociale”
Povertà. Pezzo di pane

PALERMO - In Sicilia manca un piano regionale che possa fungere da raccordo tra le diverse realtà impegnate nella lotta alla povertà. Dopo l’annuncio di un tavolo tecnico, ad oggi è ancora tutto fermo. A lanciare l’allarme è l’Alleanza contro la povertà in Sicilia, il cartello di soggetti di terzo settore, parti sociali e Anci Sicilia, che esprime forte preoccupazione in merito al ritardo con cui la Regione affronta l’emergenza del disagio e dell’esclusione sociale delle persone in povertà assoluta in Sicilia, dello stato dei servizi, dell’assenza dei progetti personalizzati per accompagnare i nuclei familiari e non solo verso l’inclusione sociale, dell’assenza di linee comuni per la progettazione ed il lavoro di rete dei servizi sociali e per l’impiego, della sanità, dell’istruzione e della formazione. 

In una lettera inviata, infatti, lo scorso 25 ottobre, indirizzata al presidente della regione Musumeci e agli assessori alla famiglia e Lavoro Mariella Ippolito e sanità Ruggero Razza, Alleanza contro le Povertà scrive: "A rendere così opprimente l’attesa dei poveri della seconda regione d’Italia per numero di persone in povertà assoluta è proprio l’assenza del Piano regionale di contrasto alla povertà assoluta, con la conseguenza che i finanziamenti previsti di oltre 42 milioni di euro non sono stati assegnati ai Distretti socio sanitari per la strutturazione dei servizi territoriali, per il loro raccordo ed il coinvolgimento in rete di tutti gli attori impegnati nella lotta alla povertà a livello locale: Comuni e Regione, soggetti pubblici e Terzo settore, Parti sociali e associazioni".  

-"Non meraviglia che il numero di persone che beneficiano del Reddito di inclusione, misura di contrasto alla povertà assoluta, sia il secondo più alto in Italia - continua la lettera -. Manca una rinnovata consapevolezza del valore della condivisione e di un network tra attori sociali per un welfare generativo, la volontà e la capacità di realizzare insieme un attento monitoraggio ed una compiuta valutazione sullo stato di attuazione del Rei per migliorare gli interventi e le misure adottate o da adottare. Il Piano regionale, condiviso e partecipato, è un’occasione per fare sistema tra le norme nazionali e regionali, in materia di contrasto alla povertà, tra i diversi bisogni sociali, sanitari, del lavoro, della formazione e della casa, per costruire quell’infrastruttura sociale necessaria all’intero sistema di welfare locale adeguato ai mutati bisogni delle famiglie siciliane, pre-condizione indispensabile per dare continuità ai processi di riforma in tema di contrasto alla povertà estendendo e migliorando la misura, indispensabile per generare processi di vera inclusione in un territorio fortemente segnato da disagi e fragilità sociali”. A fine giugno l’assessore regionale delle Politiche sociali, famiglia e lavoro, Mariella Ippolito, dopo avere incontrato i rappresentanti di Alleanza contro la Povertà in Sicilia, aveva preso l'impegno condiviso di iniziare un percorso costituendo un tavolo tecnico per stilare proprio il piano regionale contro la povertà. Ad oggi però tutto è rimasto fermo.

"L'obiettivo è quello di sollecitare la Regione - sottolinea Rosanna Laplaca referente regionale di Alleanza contro la Povertà - a mettere in atto un piano regionale di contrasto alla povertà che possa dare risposte concrete all'Isola in termini di servizi. Ciò che ci stupisce è che ancora dopo diversi mesi dal primo incontro con l'assessore Ippolito tutto sia rimasto fermo. Il decreto 147 nazionale prevede che ogni regione adotti un piano di contrasto alla povertà come strumento per definire le modalità di raccordo dei servizi territoriali. In assenza del piano non possono essere erogate le risorse economiche ai diversi distretti socio-sanitari per ristrutturare i servizi sociali in relazione ai livelli essenziali previsti dal Rei. Il piano è importante per avviare un lavoro di rete improntato alla condivisione ed alla partecipazione tra le istituzioni e le diverse realtà del privato sociale per affrontare le criticità che abbiamo con il nostro sistema di welfare". "In alcuni comuni siciliani si sta lavorando grazie alle somme arrivate per il Sia adesso in continuità con il Rei. Le progettualità sono appena partite per cui in alcuni territori ci si sta impegnando. Ci sono a macchia di leopardo però comuni fermi che hanno bisogno proprio delle linee guida che la regione dovrebbe predisporre. Il lavoro che manca è la piaga principale e i progetti per il Rei potrebbero intervenire sul piano proprio dell'inclusione lavorativa. Se la regione riuscisse a proporre un modello di servizi condiviso con una attività di rete con terzo settore, le parti sociali e il mondo imprenditoriale potrebbe consentire di creare nuove opportunità lavorative. Pertanto chiediamo all'assessore alle politiche sociali di partecipare ad un tavolo in cui si possa avviare un confronto  che vada verso la stesura del piano regionale. Abbiamo pure chiesto un incontro alla commissione per le politiche sociali all'Ars. In Sicilia manca una infrastruttura sociale cioè quella capacità di collegamento di tutti i servizi territoriali che sappiano coinvolgere la comunità, terzo settore e parti sociali nella prospettiva costruttiva di attenzione alla persona come previsto dal Rei". 

Un commento è stato espresso anche in merito al Reddito di cittadinanza. "In vista del Reddito di cittadinanza abbiamo chiesto con documenti ufficiali che intanto non venga cancellato il Rei - aggiunge infine - che avrebbe più che altro bisogno di essere implementato. Anche se ancora non conosciamo la misura, un errore del Reddito di cittadinanza potrebbe essere quello di affidare la gestione ai centri per l'impiego piuttosto che ai servizi sociali del comune. Realtà che non avendo un'anima sociale potrebbero avere serie difficoltà ad operare. Mi auguro che prevalga il buon senso rispetto a misure che devono essere stabili nel tempo per portare a risultati concreti". Tra le realtà che fanno parte di Alleanza contro la Povertà in Sicilia ci sono Caritas, Cnca, Acli, Arci, Cisl, Cgil, Uil, Adiconsum, Forum del Terzo Settore, Sant'Egidio, Fondazione Ebbene, Confcooperative, Federsolidarietà, Banco alimentare, Csvnet, Fiopsd, Anci, Legacoopsociali, Jesuit social network e Save the children. (set)

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