7 agosto 2020 ore: 15:31
Famiglia

Sicilia, dalle fake news al cyberbullismo: nasce l'Osservatorio

di Serena Termini
Lo ha istituito il Corecom Sicilia per monitorare i fenomeni di devianza in rete. Operativo da settembre, raccoglierà informazioni relative alle possibili violazioni a carico di minori e di soggetti vulnerabili
Fake news, scritta su tasti pc - SITO NUOVO

PALERMO - Monitorare i fenomeni di devianza in rete: è questo l'obiettivo del neonato Osservatorio internet del Corecom Sicilia (Comitato Regionale per le Comunicazioni). Composto da esperti, ha come fine quello di fornire alle istituzioni proposte il contrasto su fake news, hate speech, cyberbullismo, sexting e revenge porn a partire da ricerche condotte sul campo.

Hanno già aderito alla proposta di fare parte del gruppo costitutivo alcuni esponenti delle università siciliane. Tra questi i professori: Michele Cometa, direttore del Dipartimento Cultura e società dell’Università di Palermo, Gioacchino Lavanco, ordinario di Psicologia dell’Università di Palermo, Giuseppe Vecchio, ordinario di Diritto Privato dell’Università di Catania e Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche, Francesco Pira, docente di Comunicazione dell’Università di Messina, coordinatore didattico del Master in Social Media Manager.

La professoressa Maria Astone, presidente del Corecom Sicilia e ordinario di diritto privato all’Università di Messina, ha sottolineato che "l’idea di dar vita all’Osservatorio nasce dalla consapevolezza che il crescente ricorso alle tecnologie informatiche fa registrare anche l’aumento esponenziale della diffusione di informazioni non veritiere, errate o anche manipolate e favorisce la  commissione di veri e propri illeciti, civili e penali, forme di violenza in rete, di pornografia, di cyberbullismo. E’ ormai indispensabile, dunque, verificare quali tutele possono essere fornite ai cittadini e, ai minori in particolare, di fronte ai pericoli insiti in queste tecnologie e rispetto ai poteri privati che gestiscono le piattaforme”.

Il professore Franco Pira, sul tema dei social network ha fatto riferimento ad uno studio, da lui condotto durante il lockdown, su un campione di 1858 studenti delle scuole medie e superiori, in merito all’uso di nuovi media. “Tik Tok conta ormai 700 milioni di utilizzatori attivi al mese – ha sottolineato – Un social al quale si iscrivono anche bambini, pre-adolescenti e adolescenti mentre i genitori sono spesso all’oscuro perfino dell’esistenza dell’app. Per questo è indispensabile superare i modelli di media education adottati fino ad ora. L’educazione ai media, piuttosto, deve diventare strumento di un nuovo approccio strategico alla formazione, cercando di sfruttare le tecnologie per ribaltare la prospettiva della manipolazione con quella del governo della tecnologia. Siamo di fronte ad una sfida di rilevanza globale che deve investire la politica, il mondo dell’informazione, il sistema dell’istruzione e della conoscenza”.

"Nel mese di settembre contiamo già come osservatorio di essere operativi - ha aggiunto ancora Maria Astone - avvalendoci di tutti gli strumenti a nostra disposizione che permetteranno la raccolta dei dati. Noi ancora non lo abbiamo fatto ma sappiamo che in altre regioni sono stati allo scopo aperti pure degli sportelli dedicati alla raccolta di chi ha denunciato la violazione dei propri diritti. La spinta alla nascita dell'osservatorio è avvenuta anche dalla constatazione di quanto sia stato importante e significativo, durante il periodo di lockdown, l'uso della tecnologia nel ruolo centrale di sviluppo e cura delle relazioni. Chiaramente con l'osservatorio si raccoglieranno le informazioni relative alle possibili violazioni a carico di minori e di soggetti con vulnerabilità come anziani, persone con disabilità e fragilità di altro tipo".

Il Corecom  è organo funzionale dell’Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni). È l’organo di governo di garanzia e di controllo sul sistema delle comunicazioni in ambito regionale. Svolge la sua attività in rapporto con le altre istituzioni, con il pubblico, gli editori, i gestori di tutti i mezzi di comunicazione, ed è titolare di “funzioni proprie” e “funzioni delegate”. Queste ultime sono state delegate dall’Agcom, dal Ministero per le Comunicazioni, e dalla Commissione Parlamentare per le Comunicazioni.

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