31 luglio 2017 ore: 17:14
Welfare

Sicilia, salute mentale: ecco cosa prevede il piano socio-sanitario

Salute mentale, prevista integrazione socio–sanitaria e lavoro di rete e progetto socio riabilitativo individualizzato. Budget di salute ed indicazioni per l’elaborazione dei progetti

PALERMO - In tema di salute mentale il piano piano socio-sanitario della Sicilia -  il cui decreto, firmato oggi dagli assessori alla salute Baldo Gucciardi e alla famiglia e alle politiche sociali Carmencita Mangano - prevede integrazione socio–sanitaria e lavoro di rete, un progetto socio riabilitativo individualizzato e non più un progetto terapeutico unico per patologie psichiatriche di origine e causa differenti. Inoltre ci saranno strutture residenziali psichiatriche per interventi socio-riabilitativi per fasce orarie (gruppi appartamento e sostegno abitativo massimo per quattro persone). Un aspetto estremamente importante è l’inclusione socio-lavorativa in salute mentale con progetti specifici.

Il piano prevede il budget di salute ed indicazioni per l’elaborazione dei progetti individualizzati in materia di vita indipendente e di inclusione sociale. I budget di salute sono dispositivi comunitari della progettazione terapeutica individualizzata per pazienti con grave patologia mentale (adulti ed adolescenti) seguiti dal DSM e dai servizi sociali dei comuni che necessitano di ulteriori programmi finalizzati all’inclusione abitativa e sociale di vita indipendente, affido omo ed etero familiare. Il budget di salute rappresenta l’unità di misura delle risorse economiche necessarie a garantire i principali determinanti di salute per gli utenti con patologie psichiatriche: apprendimento, espressività, formazione, reddito lavoro, casa habitat sociale, affettività-socialità.

Elementi fondamentali ricercati attraverso il budget di salute sono ri-orientare le professionalità degli operatori in genere che si occupano del territorio verso la cultura della community-care; valorizzare l’informale nelle attività lavorative; coinvolgere il terzo settore ed il privato imprenditoriale, in collaborazione con altri soggetti del territorio e secondo logiche di partenariato con il sistema pubblico; valorizzare l’identità sociale, l’habitat ed il lavoro quali alternative necessarie a percorsi di istituzionalizzazione o abbandono di persone con disabilità sociale.

Un passo notevole è stato fatto sui sistemi di accreditamento degli enti preposti a tali compiti e sui requisiti delle strutture nel rispetto delle norme regionali e nazionali. Non è da meno lo sviluppo e la definizione della linea pilota area anziani/non autosufficienza, sulla lungo assistenza, sugli anziani affetti da demenza ed i servizi semiresidenziali: presidi di riabilitazione funzionale dei soggetti portatori di disabilità fisiche, psichiche e sensoriali; progetti sperimentali in materia di vita indipendente ed inclusione nella società delle persone con disabilità.

Premesso che, l'area poi dei minori concerne le macro-aree delle responsabilità familiari e dei minori nonché, in genere, quella della disabilità in quanto, nell' organizzazione delle aziende sanitarie, nel piano, vengono presi in carico, per alcuni aspetti, anche gli interventi nei confronti delle patologie di interesse neuropsichiatrico, propri dell’area dei minori, ambito questo, di grande rilievo all’interno degli interventi socio-sanitari.

Per quanto riguarda l'Assistenza Domiciliare Integrata che è una forma di assistenza rivolta a soddisfare le esigenze quasi esclusivamente degli anziani, dei disabili e dei pazienti affetti da malattie cronico-degenerative e malattie rari che necessitano di un’assistenza continuativa si può variare da interventi di tipo sociale ( pulizia casa, disbrigo pratiche amministrative etc.) ad interventi socio sanitari (supporto psicologico, attività riabilitative assistenza infermieristica, etc). L’obiettivo è di consentire alla persona  disabile la permanenza il più a lungo possibile nella propria casa, diminuendo notevolmente, in questo modo, anche i costi dei ricoveri ospedalieri non essenziali. Si tratta anche di programmi di assistenza domiciliare per de-ospedalizzare e dare una qualità di vita migliore e colmare i bisogni di salute dei cittadini con patologie invalidanti, migliore assistenza e notevole riduzione dei costi in ambito sanitario. (set) 

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