3 gennaio 2019 ore: 14:33
Immigrazione

Sicurezza, Decaro: le norme mettono i sindaci in difficoltà. Serve un tavolo

"Da sindaco e da presidente dell'Anci non ho alcun interesse ad alimentare una polemica con il ministro dell'Interno. Non credo sia il caso di polarizzare uno scontro tra posizioni politiche differenti. Faccio solo notare che le nuove norme mettono noi sindaci in una oggettiva difficoltà"...
Migranti di spalle, accoglienza - SITO NUOVO

"Da sindaco e da presidente dell'Anci non ho alcun interesse ad alimentare una polemica con il ministro dell'Interno. Non credo sia il caso di polarizzare uno scontro tra posizioni politiche differenti. Faccio solo notare che le nuove norme mettono noi sindaci in una oggettiva difficolta'". Lo dichiara il presidente dell'Anci, Antonio Decaro, a proposito della polemica sull'applicazione della legge 113/2018 su sicurezza e immigrazione, e sulle ricadute per chi amministra le citta'.

"Se ai migranti presenti nelle nostre citta' non possiamo garantire i diritti basilari assicurati agli altri cittadini, ne', ovviamente, abbiamo alcun potere di rimpatriarli, come dovremmo comportarci noi sindaci? Inoltre - aggiunge il primo cittadino di Bari - quando si e' deciso di chiudere i centri Sprar, che distribuendo su tutto il territorio nazionale il flusso migratorio assicuravano un'accoglienza diffusa, anticamera di una necessaria integrazione, alcune citta' hanno visto un aumento considerevole di stranieri nei centri Cas e Cara, a gestione ministeriale. Si e' interrotto, cosi', un percorso virtuoso di accoglienza e integrazione e si e' favorito l'aumento di tensioni sociali nelle comunita' di riferimento".

E riguardo alle minacce che "il ministro dell'Interno rivolge ad alcuni sindaci, non vorrei essere costretto a fargli notare - sottolinea Decaro - che poco tempo fa, prima di diventare ministro, egli stesso invitava platealmente i sindaci a disobbedire a una legge dello Stato, quella sulle unioni civili. Pertanto ribadisco il mio invito ad evitare polemiche inutili e a riunire attorno a un tavolo ministero e sindaci per risolvere i problemi che questa legge, oggettivamente,  crea, cosi' come -ricorda - avevano paventato prima della conversione in legge, la commissione immigrazione dell'Anci e molti consigli comunali di orientamento politico diverso. Non e' possibile sospendere i diritti basilari delle persone cosi' come non e' possibile sospendere unilateralmente l'ottemperanza di una legge".

Da qui la sollecitazione al dialogo. "I sindaci sono quotidianamente nella trincea dei bisogni e sono tenuti a dare risposte che non possono essere inefficaci, a maggior ragione se si tratta di diritti civili e protezione sociale - continua Decaro -. Per questo auspico che il ministro dell'Interno, contribuendo ad abbassare i toni della polemica, voglia convocarci per discutere delle modalita' operative e dei necessari correttivi alla norma. Se poi il ministro ritiene che il mestiere di sindaco sia una pacchia, come ha dichiarato anche in queste ore, siamo pronti a restituirgli, insieme alla fascia tricolore, tutti i problemi che quotidianamente siamo chiamati ad affrontare". (DIRE)

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