3 gennaio 2019 ore: 11:42
Immigrazione

Sicurezza, Nardella: non violeremo la legge, lunedì tavolo sul decreto

"A Firenze non violeremo alcuna legge, non daro' alcuna istruzione in questo senso, ma apriremo un tavolo con tutto il mondo del volontariato, del terzo settore, del lavoro e delle istituzioni locali per azzerare gli effetti nefandi e negativi di questo decreto ...
Dario Nardella

Dario Nardella

Firenze - "A Firenze non violeremo alcuna legge, non daro' alcuna istruzione in questo senso, ma apriremo un tavolo con tutto il mondo del volontariato, del terzo settore, del lavoro e delle istituzioni locali per azzerare gli effetti nefandi e negativi di questo decreto in attesa che si apra una vertenza vera a livello nazionale non per sospendere la legge, ma per riscriverla in molte sue parti". Lo annuncia, nel corso di una breve conferenza stampa, il sindaco di Firenze, Dario Nardella, tornando sul tema del decreto Sicurezza. Lunedi' prossimo il primo cittadino riunira' le organizzazioni del volontariato per discutere di come sterilizzare gli effetti del decreto legge voluto dal ministro dell'Interno, Matteo Salvini. E conta di poter ricevere un supporto anche dalla Toscana: "Se la Regione aiuta nel coinvolgimento di tutto il mondo del volontariato siamo ben contenti", sottolinea.

La posta in gioco, del resto, e' molto significativa per le amministrazioni comunali. La norma, punta il dito, "produce piu' clandestini perche' genera caos ed aumenta l'insicurezza nelle nostre citta'. Ci troveremo da qui alle prossime settimane migliaia di immigrati, richiedenti asilo, in mezzo alle strade che finiranno fra le mani della criminalita' organizzata o comune". Un ministro dell'Interno, prosegue, "si dovrebbe occupare di questo, non di intimidire i sindaci, ma di ascoltarli perche' noi abbiamo a cuore la sicurezza dei nostri cittadini".

Nardella parla di numeri molto seri, rischia di finire sbattuto fuori dai centri di accoglienza (Cas) circa il 50% degli attuali richiedenti asilo. Un provvedimento che potrebbe riguardare 900 persone nella provincia di Firenze. Tuttavia, Nardella non si accoda all'approccio piu' conflittuale scelto dal sindaco di Palermo, Leoluca Orlando: "Firenze ha un suo modello- fa notare-. Il nostro modello coniuga legalita' ad accoglienza. Il mio e' buonsenso, non e' buonismo ed il nostro obiettivo e' riscrivere una legge sbagliata e pericolosa, perche' genera piu' insicurezza e soprattutto mette in mezzo alla strada migliaia di persone con il rischio di morire o di finire in mano alla criminalita' visto che questo governo non sta facendo neanche i rimpatri che aveva promesso". È un fatto "molto chiaro- conclude-: il decreto non e' contro gli immigrati, e' contro i cittadini".

"Stiamo valutando insieme ai nostri avvocati e con alcuni costituzionalisti anche una strada perche' si possa arrivare alla Corte Costituzionale, ben sapendo che i Comuni non hanno la facolta' di fare un ricorso diretto, ma possono appellarsi al giudice ordinario o al giudice amministrativo affinche' venga posta la questione in via incidentale". Afferma il sindaco di Firenze, rispondendo ai giornalisti che gli chiedono se il Comune pensa di portare lo scontro sul decreto Sicurezza anche sul terreno della controversia legale, alla luce dei dubbi di costituzionalita' sollevati nelle ultime settimane da numerosi giuristi. (DIRE)

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