4 gennaio 2019 ore: 10:27
Immigrazione

Sicurezza, Rossi a Di Maio e Salvini: non siete i padroni del paese

"Cari Di Maio e Salvini ficcatevi in testa che non siete i padroni del Paese. I sindaci si ribellano a Salvini e Di Maio, contro una legge disumana che mette sulla strada, allo sbando, decine di miglia di persone che cosi' diventano facile ...

Roma - "Cari Di Maio e Salvini ficcatevi in testa che non siete i padroni del Paese. I sindaci si ribellano a Salvini e Di Maio, contro una legge disumana che mette sulla strada, allo sbando, decine di miglia di persone che cosi' diventano facile preda dello sfruttamento brutale e della criminalita' organizzata, aumentando l'insicurezza. Fanno bene i sindaci a ribellarsi". Lo scrive su facebook Enrico Rossi, presidente regione Toscana. "Io e la mia giunta- aggiunge- abbiamo proposto al consiglio una legge che tutela i diritti della persona umana, a prescindere dalla cittadinanza. Vogliamo tutelare per tutti il diritto ad essere curato, ad avere una dimora, un'alimentazione adeguata e il diritto all'istruzione. La Corte Costituzione nel 2010 si era gia' pronunciata contro il governo Berlusconi e aveva dato ragione alla Toscana su una nostra legge che riconosceva il diritto di ogni persona alla cura".

"Sulla stessa linea, ma piu' estesa e precisa- dice ancora Rossi-, la legge che ora la giunta regionale propone al Consiglio, si fa forte di quella sentenza, ed e' il contrario della legge sulla sicurezza di Salvini e Di Maio la quale viola diritti fondamentali. Inoltre contro la legge del governo nazionalpopulista noi faremo ricorso alla Corte Costituzionale. Salvini e Di Maio smettano di abbaiare alla luna e di minacciare. Non sono i padroni del Paese. La materia sanitaria, assistenziale e l'istruzione sono anche materia concorrente su cui le Regioni, per il titolo V della Costituzione, hanno potere di legiferare. Sopra le leggi dello Stato e delle Regioni c'e' poi il pronunciamento della Corte Costituzionale".

Nel frattempo, continua, "aiutare e assistere i migranti e tutti coloro che hanno bisogno, come fanno i volontari, i sindaci e come gia' facciamo noi, almeno in Toscana avra' una tutela stabilita da una legge regionale. Se abbiamo capito anche per il presidente Mattarella provare sentimenti umani e agire di conseguenza, per ora, non e' un reato". 
"Cari Di Maio e Salvini- sottolinea Rossi-, abbiamo capito che a voi piacerebbe una democrazia illiberale, dove comandare a vostro piacimento, e che il concetto di eguaglianza tra gli uomini e i diritti umani fondamentali non rappresentano il cielo stellato dei vostri principi ne' la legge morale dentro di voi.

Ma l'Italia e' un Paese democratico, e non tutti sono d'accordo con voi. Noi abbiamo il diritto di batterci e lo faremo. Non siamo soli". "Il compagno Mimmo Lucano, sindaco di Riace, mi scrive che pensa ad una grande manifestazione a Roma in Piazza San Giovanni, per difendere nel nostro Paese i diritti fondamentali della persona e per difendere la democrazia. Io sono d'accordo. Bisogna farci sentire. Sono in gioco valori fondamentali della nostra convivenza", conclude. (DIRE)

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