6 settembre 2013 ore: 13:03
Non profit

Siria. 14 milioni di italiani domani in digiuno con Papa Francesco

Lo dice un sondaggio di Swg. Altri 11 milioni di italiani sono ancora indecisi ma propensi per l’adesione. Il 55 per cento sono cattolici praticanti ma non mancano anche i laici (30 per cento). “Venticinque milioni di italiani vedono nella proposta del Papa, la possibilità concreta di fare qualcosa”
Stefano Dal Pozzolo/contrasto Papa Francesco saluta la folla

ROMA - Sono 14 milioni gli italiani decisi a seguire l’appello lanciato da Papa Francesco per domani 7 settembre: dedicando la giornata al digiuno e alla preghiera per scongiurare la guerra in Siria. Ancora indecisi, invece, altri 11 milioni di italiani, che si dicono suggestionati dalla proposta del pontefice e la stanno prendendo seriamente in considerazione. Lo rivela un sondaggio di

Swg che sta monitorando gli effetti che le parole e gli atti di papa Francesco stanno producendo nel nostro Paese. Tra coloro che aderiranno all’appello ci sono soprattutto cattolici praticanti: il 55 per cento  dichiara che sicuramente seguirà l’indicazione della preghiera e del digiuno per domani. Ma anche cattolici poco praticanti (21 per cento) e una parte consistente di non credenti, tanto che anche tra coloro che non sono cattolici quasi il 30 per cento sta prendendo in considerazione la possibilità di rispondere positivamente all’appello del Papa. “Ciò che colpisce di Papa Francesco è la sua capacità di toccare il cuore in maniera trasversale agli italiani, coinvolgendo tanto i giovani quanto gli adulti”, spiega Swg. Il 24 per cento di coloro che aderiranno all’appello domani sono under 25 mentre il 33 per cento sono adulti. Il 38 per cento, inoltre, vive in una condizione economica di benessere ma c’è anche una parte di persone che non arriva alla fine del mese (28 per cento). L’iniziativa è stata accolta sia dai laureati (28 per cento), sia da chi ha solo il titolo dell’obbligo (28%)”.

 “Venticinque milioni di italiani vedono nella proposta del Papa, la possibilità concreta di fare qualcosa, di alzare silenziosamente la propria voce per chiedere la pace -spiega Riccardo Grassi, ricercatore dell’istituto triestino -.  Non una protesta di piazza, non la guerra alla guerra, ma un gesto di pace per invocare la pace, indice di come l’atteggiamento costruttivo e positivo di Bergoglio stia facendo sempre più presa tra i nostri concittadini”. Secondo Grassi “se poco prima dell’elezione al soglio pontificio del Papa dell’altro mondo, gli italiani sognavano un Papa capace di riportare la Chiesa cattolica in prima linea nell’impegno a favore dei più deboli e nella difesa della giustizia, Francesco sta dando risposte efficaci a questo desiderio, creando non solo un rinnovato clima di fiducia nei confronti della Chiesa, ma cominciando anche a produrre dei cambiamenti concreti negli atteggiamenti e nei comportamenti dei cittadini italiani”.

 

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