2 dicembre 2015 ore: 16:09
Giustizia

Siria. Attacchi ai centri Msf: "Escalation impressionante, ospedali come bersaglio"

L’ultimo bombardamento ieri a Homs è costato la vita a 7 persone. De Filippi:“Mai nella nostra storia avevamo registrato una sequenza così impressionante. La guerra al terrorismo sta prendendo ciniche scorciatoie”

ROMA – “Nel corso della nostra storia non avevamo mai registrato una sequenza così impressionante di attacchi alle nostre strutture. Assistiamo a una vera escalation  nei vari paesi: da Kunduz allo Yemen fino alla Siria”. A sottolinearlo è Loris De Filippi, presidente di Medici senza frontiere Italia, dopo la notizia del doppio bombardamento dell’ospedale di Homs, in Siria, avvenuto il 28 novembre scorso. L’attacco di cui si è appreso solo nella serata di ieri ha causato 7 morti, la parziale distruzione dell’ospedale e 47 pazienti feriti con la necessità di essere trasferiti nei vicini ospedali da campo. La struttura era supportata dal personale di Medici senza frontiere ed è l’ultimo dei centri sanitari dell’organizzazione presi di mira nelle ultime settimane.

Appena un mese fa, il 3 ottobre, a Kunduz, in Afghanistan l’ospedale traumatologico di Msf è stato oggetto di precisi e ripetuti attacchi aerei da parte dei militari americani. Nel raid morirono 22 persone, tra cui i medici dell’organizzazione. E’ poi stata la volta di un centro in Yemen e di alcune strutture nel nord della Siria. Fino all’ultimo bombardamento a Homs: nella mattinata di sabato 28 novembre, una bomba barile è stata sganciata da un elicottero su un’area popolata della città di Al Zafarana, a nord est della città uccidendo un uomo e una giovane donna, e ferendo 16 persone. In seguito all’afflusso di feriti in massa, questi pazienti sono stati ricoverati nell’ospedale di Al Zafarana. Poco dopo, un’altra bomba barile si è abbattuta vicino all'ospedale, causando danni all'apparecchio di dialisi renale. 40 minuti più tardi, intorno alle 10:30, ora locale, quando i feriti a causa della prima bomba sono stati curati in ospedale, altre due bombe barile sono state sganciate proprio all'ingresso principale, uccidendo un passante e ferendo 31 dei pazienti sotto trattamento e il personale medico, compresi i due paramedici che lavorano per il servizio di ambulanza della Protezione civile siriana, uno dei quali ha subito gravi lesioni alla testa. La seconda esplosione ha causato anche una parziale distruzione dell'ospedale. In totale, sono state uccise sette persone, i feriti sono 47. La metà dei feriti - 23 su 47 persone - sono bambini sotto i 15 anni e donne.

Questi continui attacchi ci fanno dire che gli aiuti umanitari e la Convenzione di Ginevra ormai sono calpestati in maniera sistematica da tutte le coalizioni – afferma De Filippi – I differenti schieramenti omettano ormai di rispettare questi principi sacri. Quello che si evince, inoltre, è che la lotta al terrorismo sta prendendo scorciatoie ciniche assurde. E così anche gli ospedali diventano un bersaglio come altre strutture. Questo sta portando molte organizzazioni a interrogarsi su come operare in sicurezza, ma vorremmo sentire il ministro Gentiloni riconoscere il rispetto della Convenzione di Ginevra per gli ospedali civili”. De Filippi aggiunge infine che il lavoro di Medici senza frontiere andrà avanti sia in Afghanistan che in Siria, anche se in questo momento l’approvvigionamento dei medicinali così come il lavoro del personale medico è sempre più difficile.“Questo ospedale di fortuna rappresentava un’ancora di salvezza per fornire cure a circa 40mila persone nella città Al Zafarana e nei dintorni – afferma il direttore operativo di Msf, Bruce de le Vigne -“È già una tragedia che sette persone - tra cui una bambina - siano state uccise, ma se l'ospedale è costretto a chiudere o a ridurre le attività, si tratta di una doppia tragedia per le persone che vivono sotto la minaccia permanente della guerra, con nessun altro cui rivolgersi per l'assistenza medica.” L’organizzazione ha anche lanciato un appello affinché tutte le parti coinvolte nel conflitto siriano si impegnino a risparmiare i civili e le infrastrutture civili, compresi gli ospedali e le ambulanze. L’aumento di questi attacchi atroci, con un numero elevato e schiacciante di civili, tra cui donne, bambini e personale medico, feriti o uccisi, deve cessare.

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