12 marzo 2019 ore: 15:18
Immigrazione

Siria. Dopo 8 anni 12 milioni di persone allo stremo

Secondo un rapporto diffuso oggi da Oxfam e Danish Refugee Council, quasi 12 milioni di persone in Siria sono allo stremo e dipendono dagli aiuti umanitari. Grazie alla campagna “Acqua che salva la vita” Oxfam lancia un appello per aiutare 100 mila persone allo stremo, portando acqua potabile e servizi igienico-sanitari alle comunità più vulnerabili.
Giovanni Diffidenti/Cesvi Profughi siriani in libano

Foto Giovanni Diffidenti/Cesvi

ROMA – “Alla vigilia dell’ottavo anniversario dall’inizio della crisi siriana, siamo di fronte a una delle più gravi emergenze umanitarie del secondo dopoguerra. Oltre l’80% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà, 11,7 milioni di persone in questo momento dipendono dagli aiuti umanitari per andare avanti un giorno dopo l’altro”. È la drammatica fotografia della situazione in Siria, che Oxfam e Danish Refugee Council hanno diffuso oggi in un nuovo reportin occasione della conferenza sulla crisi siriana in programma a Bruxelles dal 12 al 14 marzo.

Tra i dati più allarmanti ne emerge uno su tutti: l’85% della popolazione (15.5 milioni di siriani su 18.2) non ha quasi nessun accesso a fonti d’acqua pulita e a servizi igienico sanitari, tra cui oltre 6 milioni di persone ormai allo stremo.“In questo momento oltre un terzo dei siriani all’interno del Paese non ha più una casa e 2 milioni di bambini non possono studiare perché una scuola su tre è stata distrutta –ha spiegato Paolo Pezzati, policy advisor per le emergenze umanitarie di Oxfam Italia. Interi quartieri nelle città piccole e grandi mancano completamente di acqua corrente e servizi igienici. Un contesto terrificante in cui bisogna intervenire al più presto per scongiurare la diffusione di malattie come il colera o il tifo”.

Dal report emerge che, nonostante i crescenti bisogni della popolazione, i governi e gli altri donatori sono riluttanti a finanziare la ricostruzione del Paese nelle aree sotto il controllo del Governo, con la conseguenza che milioni di siriani saranno costretti a dipendere dagli aiuti umanitari per un periodo indefinito. Da qui l’appello urgente rivolto oggi ai Paesi donatori. “Un concreto e immediato aiuto economico da parte di Governi che si riuniranno da oggi a giovedì a Bruxelles è fondamentale per aiutare milioni di siriani, che hanno sopportato il peso di otto anni di guerra brutale, a ricostruire la propria vita. – ha aggiunto Pezzati – L’obiettivo primario deve essere aiutare la popolazione colpita dall’emergenza ad avere di nuovo una casa, a poter rimandare i propri figli a scuola e poter garantir loro ogni giorno un pasto decente,evitando il rischio che contraggano malattie per l’uso d’acqua sporca o contaminata o per la mancanza di strutture sanitarie adeguate. Il popolo siriano deve esser messo in grado nel più breve tempo possibile di riscostruire da solo il proprio futuro. Allo stesso tempo è indispensabile che il Governo siriano consenta l’accesso alle agenzie umanitarie in tutte le aree colpite dal conflitto, dove la popolazione è allo stremo”. Ai siriani che non hannoancora accesso a fonti d’acqua pulita e ai servizi igienico sanitari è rivolta la Campagna di raccolta fondi “Acqua che salva la vita”, con la quale Oxfam intende raggiungere oltre 100 mila persone allo stremo, portando acqua potabile e servizi igienico-sanitari alle comunità più vulnerabili in Siria, nei governatorati di Rural Damasco eDar’a dove metà della popolazione è sfollata e oltre 2,6 milioni di persone hanno un disperato bisogno di aiuti.

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