27 settembre 2016 ore: 10:15
Società

Siria, parroco di Aleppo: occorre un accordo internazionale

Il racconto di padre Ibrahim Alsabagh, francescano, parroco latino di Aleppo: "viviamo in una continua sofferenza, da anni". Ad Aleppo ovest "il 90% delle persone sotto la soglia della povertà"
Giulio Piscitelli/contrasto Siria, guerra civile Aleppo in fiamme

ROMA - "Noi viviamo in una continua sofferenza, da anni. Aleppo est o Aleppo ovest, la zona controllata dall''esercito regolare e quella controllata dalle milizie, la sofferenza e'' sempre la stessa. Spesso senza acqua, sempre senza elettricita'', privi di medicine essenziali, cibo, coi prezzi alle stelle, con il terrore continuo per le bombe che cadono sulle case, sulle chiese, sugli ospedali, sulle scuole". Lo ha detto a Voci del mattino, Radio 1 Rai, Padre Ibrahim Alsabagh, francescano, parroco latino di Aleppo. "Quella che si combatte in Siria e'' una guerra mondiale e Aleppo ne e'' l''epicentro. La soluzione non potra'' arrivare da un accordo fra il governo di Assad e i capi delle milizie. Occorre un accordo internazionale, perche'' sono tanti i Paesi che hanno le mani dentro la Siria: Turchia, Iran, Arabia Saudita, Qatar, Giordania, Israele. Sono americani e russi che devono trovare una intesa, e' inutile pensare a una soluzione che arrivi dal terreno. Nella mia zona, ad Aleppo ovest, posso affermare che il 90% delle persone vive sotto la soglia della poverta''.

La gente - ha spiegato il religioso - non ha i soldi per comprare acqua, carne, formaggio, non osa neppure pensare di poter fare una visita medica o acquistare medicine essenziali per la salute. Senza gli aiuti umanitari, sia della Chiesa, sia di altri, e' impossibile parlare di vita, in qualsiasi parte dl Aleppo. Vedo un futuro molto buio per tutto il mondo, non solo per la Siria. L'avidità per il denaro e per le risorse dei Paesi, la smania di potere e di gloria, non devono guidare la politica. Cosi andiamo verso l''autodistruzione, verso guerre totali". "Il mio appello e' per la pace, per la condivisione, per una equa distribuzione delle ricchezze mondiali, che sono sempre in diminuzione. La soluzione non puo' venire dalle armi ma dal dialogo, dal rispetto della dignita'' umana, che adesso viene derubata. Faccio un richiamo forte alle due superpotenze, Usa e Russia - ha concluso padre Ibrahim Alsabagh da Aleppo - un appello per arrivare a un accordo sulla Siria, per salvare il salvabile, quello che e'' rimasto, che non e'' molto in verita''. Perche' qui e' tutto pieno di ruderi, l'uomo stesso e' diventato un rudere".

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