Siriani a Milano, cambia l'accoglienza: "Niente assembramenti per Expo"
Gianluca Oss Pinter. Foto da Fb
| Gianluca Oss Pinter. Foto da Fb |
MILANO – La coda di capelli bianchi di Gianluca Oss Pinter si vede al mezzanino della stazione Centrale di Milano fin dall'estate del 2013. Tutti i giorni. È un volontario sui generis: non ha mai voluto la pettorina arancione con la griffe "comune di Milano". "Vuoi sapere sinceramente perché vengo qui? Per uno scambio di energia, aiutare queste persone mi dà la carica. Smetterò il giorno che mi mancherà il sorriso", racconta.
Un passato tra le file dei volontari di Fondazione Progetto Arca, soprattutto con i senza dimora, è una delle memorie storiche dell'accoglienza al mezzanino della stazione Centrale. "Io sono un volontario cattivello – dice – vedo le cose da fuori".
Dal 16 aprile il sistema sbaracca: niente più accoglienza stabile al mezzanino, dove da ottobre i volontari hanno fatto base. Ora uomini e donne con la pettorina arancione del Comune gireranno per la stazione in cerca dei migranti. Li porteranno fuori, in piazza Duca d'Aosta, dove li attenderà una navetta diretta in uno dei centri d'accoglienza. "Così nella Milano dell'Expo non si vedranno assembramenti di siriani, fermi in stazione. Sperano di velocizzare il percorso, ma può durare solo con numeri piccoli. Con numeri grandi il sistema rischia di saltare", prevede il volontario. Anche al comune sanno che c'è il rischio che abbia ragione, tanto che verso le 19.30 del 16 aprile il comune ha deciso di ristabilire il servizio al mezzanino. "Importante novità. Da domani ritorna il presidio al mezzanino per i siriani, continua la sperimentazione della registrazione in via Corelli e lo smistamento dalle ore 11 con le navette e noi accompagneremo i siriani al parcheggio dei pulmini", scrive Susy Iovieno, responsabile dei volontari del comune sulla pagina Facebook del Gruppo emergenza siriani.
Gianluca Oss Pinter non può certo considerarsi un personaggio vicino al comune. "Voto Lega da sempre", confessa. E le posizioni di Salvini sull'immigrazione come si conciliano con il suo impegno di tutti giorni? "Solo pochi giornali le hanno riportate correttamente – spiega, inclinando la testa e gettando lo sguardo a terra –: i profughi sono i profughi, si accolgono sempre. Il problema è che l'Italia si è presa solo quelli che non hanno voglia di fare nulla. I siriani, popolo di lavoratori, se ne va nel Nord Europa". Gianluca Oss Pinter è così, prendere o lasciare: pare tanto ruvido quanto nella realtà si prodiga per gli altri. C'era sempre nei momenti più difficili del mezzanino: come quando a settembre arrivarono 1.200 persone in un giorno solo, quando in 60 furono costretti a dormire in stazione perché nessuno aveva comunicato la loro presenza a Milano.
Per quanto di colore opposto alla giunta arancione di Pisapia, ammette che "il comune ha fatto tanto per organizzare l'accoglienza, mentre le altre città voltavano la faccia da un'altra parte". Certo, non è convinto della gestione di alcune cooperative. Non sempre il servizio è stato allo stesso livello. Ma le pagine scritte dai volontari in quest'anno di volontariato al mezzanino resteranno certamente indelebili. E non è nemmeno detto che il 16 aprile sia la fine della storia. Forse si tratta solo di un capitolo che si chiude. (lb)