7 ottobre 2013 ore: 19:20
Immigrazione

Sit-in in piazza Esquilino per Lampedusa: “Canale umanitario e via la Bossi-Fini”

Associazioni, sindacati, partiti e centri sociali hanno incontrato il sottosegretario all’Interno Domenico Manzione per chiedere un tavolo di confronto
Giulio Piscitelli/Contrasto Lampedusa, immigrati appena sbarcati sull'isola

Roma – Hanno chiesto un tavolo di confronto al sottosegretario all’Interno Domenico Manzione le associazioni, i sindacati, i partiti e i centri sociali che si sono dati appuntamento oggi pomeriggio a piazza Esquilino a Roma. L’obiettivo: sollecitare l’apertura di un canale umanitario e l’apertura di un percorso parlamentare per la modifica delle leggi sull’immigrazione. Al sit indetto oggi deciso in breve tempo, complice la pioggia, hanno partecipato anche ragazzi arrivati da Lampedusa pochi giorni fa, circa un centinaio di persone. Ora sono in attesa di fissare una data per il tavolo di confronto.

cLe richieste partono dall’Appello per l’apertura di un canale umanitario per il diritto d’asilo europeo, dopo la strage di Lampedusa: “Occorre in questo momento affrontare l’urgenza del picco di sbarchi nell’unico modo possibile: l’apertura di un corridoio umanitario per accogliere i profughi, salvare le loro vite e ridare loro la dignità di esseri umani”.

A promuoverlo realtà del movimento antirazzista, associazioni, organizzazioni umanitarie, sindacati, partiti, centri sociali e singoli attivisti, che hanno sottoscritto l’Appello, fra cui A Buon Diritto, Action Diritti in Movimento, Arci Roma, Asinitas, A Sud, Attac Italia, Casa Internazionale delle Donne, CEMEA del Mezzogiorno, CNCA Lazio, Comune-Info, Fiom - Cgil, Un ponte per.…

"Una strage, con grande ipocrisia la chiamano emergenza, che dura da oltre venti anni. Sono ormai quasi 20mila le vittime del Mediterraneo, della Fortezza Europa, della logica securitaria che sta dietro la legge Bossi-Fini, i reati di clandestinità e di favoreggiamento dell’immigrazione - scrivono nella convocazione al sit-in - Ma quello dell’immigrazione è ormai un fenomeno che non è più possibile governare con le logiche dell’ordine pubblico. Occorre una riflessione di ampio respiro, per costruire politiche per e non contro i migranti”.

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