27 gennaio 2017 ore: 10:14
Disabilità

Sla, ecco i vincitori di "Call for projects": 876 mila euro per la ricerca

Arisla annuncia i vincitori dell'edizione 2016, Fontana: “Premiati i 6 progetti più innovativi che mirano al trasferimento dei risultati al paziente”. Successo della piattaforma on line per le candidature: raddoppiate le domande di finanziamento

- MILANO - Avanzamento della conoscenza scientifica sulla Sla, per puntare al trasferimento dei risultati della ricerca al paziente e introdurre nuove terapie. Sono questi gli obiettivi che si prefiggono i sei progetti giudicati meritevoli di finanziamento dalla Commissione scientifica internazionale di Arisla - Fondazione Italiana di ricerca per la Sla, che hanno partecipato al nono bando, lanciato nei mesi scorsi per sostenere in modo concreto l’eccellenza della ricerca scientifica in Italia.

Investimento sui progetti. Sarà di 876.378 euro l’investimento economico complessivo erogato da Arisla per i nuovi progetti attraverso la Call for Projects 2016: la Fondazione incrementa così le risorse stanziate fino ad oggi a sostegno della ricerca scientifica, arrivando ad investire oltre 10,6 milioni di euro dal 2009, supportando in questi anni 62 progetti e 260 ricercatori su tutto il territorio nazionale. 

Gli studi vincitori. Due dei 6 progetti finanziati (DDRNA&ALS e StressFUS) hanno l’obiettivo di verificare il coinvolgimento delle proteine TDP-43 e FUS, associate all’insorgenza della malattia, nella alterata risposta allo stress dei motoneuroni, che risultano così maggiormente vulnerabili agli “insulti” ossidativi. Altri due progetti di ricerca vogliono sondare nuovi approcci biologici, allo scopo di identificare future terapie per la Sla. Il primo (ExoALS) studierà l’effetto neuroprotettivo degli esosomi, piccole vescicole responsabili della comunicazione intercellulare, derivati da cellule staminali, e ne caratterizzerà il contenuto per migliorare il loro possibile utilizzo terapeutico nei pazienti con Sla; il secondo (SUMALS) esplorerà il ruolo della SUMOilazione, che ha diverse azioni nella regolazione della funzionalità e nella localizzazione delle proteine bersaglio e, nel caso specifico, nell’aggregazione della  proteina TDP-43, caratteristica comune di molte forme sporadiche e familiari di Sla: in particolare, il progetto  utilizzerà alcuni peptidi per modulare la SUMoilazione e ritardare la degenerazione neuronale nella prospettiva di arrivare a future terapie in vivo. Innovative strategie per investigare nuovi meccanismi alla base della Sla sono quelle proposte dai due progetti pilota GPR17ALS e SNop. Il primo valuta nuovi approcci farmacologici basati sulla modulazione dell’attività del recettore GPR17, per stimolare la riparazione della guaina mielinica, il rivestimento protettivo dei processi neuronali, e valutare il suo coinvolgimento nella degenerazione legata alla Sla. Il secondo, attraverso l’utilizzo di una tecnica innovativa chiamata optogenetica, che combina tecniche ottiche e genetiche di rilevazione per sondare i circuiti neuronali, cercherà di comprendere i meccanismi che portano all’atrofia muscolare nei casi di Sla.

Raddoppiate le proposte. Arisla segnala la novità di questa ultima Call for Projects, legata all’attivazione della piattaforma online, implementata per agevolare i ricercatori nella presentazione delle candidature. La piattaforma è stata molto apprezzata e lo dimostra il notevole incremento delle domande sottomesse, che hanno raggiunto la quota di 157, raddoppiando così la media dei progetti presentati fino ad oggi ad Arisla. 

Vitalità della ricerca sulla Sla. Il presidente di Arisla Alberto Fontana ribadisce come“il successo della Call e la crescita delle domande sottomesse confermano la vitalità della ricerca scientifica in ambito Sla nel nostro Paese.   Questo per noi rappresenta un incentivo e una responsabilità nel continuare nella nostra mission: valorizzare l’eccellenza scientifica e fornire il massimo sostegno al lavoro dei ricercatori”. Tra i risultati raggiunti Fontana ricorda il ruolo di Arisla nel far emergere in questi anni il network della ricerca scientifica e della clinica in ambito Sla in Italia: “Parliamo di oltre 100 gruppi di ricerca e di oltre 25 centri clinici. Grazie alle ricerche finanziate da Arisla, inoltre, è stato possibile contribuire all’identificazione di cinque degli otto nuovi geni scoperti negli ultimi quattro anni e coinvolti nell’insorgenza della Sla. E, grazie anche al nostro supporto, negli ultimi cinque anni, proprio nell’ambito della ricerca di base e traslazionale, l’Italia si è collocata al secondo posto dopo gli Stati Uniti per numero di pubblicazioni scientifiche sulla malattia. Il nostro impegno è continuare a fare in modo che si rafforzi il contributo della ricerca italiana nel contesto internazionale per raggiungere l’obiettivo più importante: costruire un futuro senza Sla”.

Criteri di selezione dei progetti. Le ricerche finanziate sono state selezionate dopo un attento processo di valutazione in “peer-review”: una metodologia grazie alla quale esperti revisori internazionali analizzano e giudicano le proposte progettuali secondo criteri di scientificità, oggettività e merito, escludendo ogni conflitto di interesse. “Questo modello – spiegano da Arisla - non solo dà garanzia di terzietà nella scelta dei progetti da finanziare, ma mira a valorizzare e premiare la ricerca d’eccellenza, effettuata con metodi rigorosi, fondata su ipotesi innovative e orientata su temi di studio considerati prioritari per la conoscenza ed il trattamento della Sla e per migliorare la qualità di vita dei pazienti”. 

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