10 febbraio 2015 ore: 11:30
Disabilità

Sleep of No Dreaming: viaggio tra le persone in stato vegetativo

È dedicato a Casa Iride l'ultimo lavoro del fotografo Fabio Moscatelli. Una struttura nella periferia della Capitale dove pazienti e familiari vivono una singolare esperienza di cohousing, unica in Europa
Fabio Moscatelli Stati vegetativi. Casa Iride 2

Foto - Fabio Moscatelli

Foto di Fabio Moscatelli
Stati vegetativi. Casa Iride 12

ROMA – Esperienze al limite e vita di tutti giorni. Solo apparentemente un ossimoro. È questa la sensazione che rimane a chi ha modo di poter osservare “Sleep Of No Dreaming!, l’ultimo foto-reportage di Fabio Moscatelli, fotografo romano che negli ultimi tempi si è fatto notare come finalista del Leica Award 2013 e vincitore del concorso National Geographic nella categoria “Ritratti”. Un lavoro su un tema spinoso come quello degli stati vegetativi, che Moscatelli ha portato avanti dallo scorso aprile, a partire dall’esperienza di Casa Iride, una vera e propria “casa” ancora prima che una struttura sanitaria.  Situata tra il quartiere Torre Maura e Don Bosco nella Capitale, Casa Iride si può infatti definire come un tipo di cohousing, primo e ancora unico in Europa, che accoglie persone in stato vegetativo o in stato di coscienza minima, non più malate ma portatrici di incapacità totale di provvedere a se stesse. Insomma una “comunità” di pazienti aperta ai familiari che, grazie agli spazi comuni, alla cucina attrezzata, alla piacevolezza degli ambienti, riescono a ricostruire una quotidianità che l’evento drammatico ha spazzato via.

Ed è proprio dall’attenzioni per i dettagli e dall’atmosfera di cura e decoro degli spazi che parte Fabio Moscatelli per raccontare la vita quotidiana di chi è costretto a confrontarsi con un destino che non aveva messo in conto. Raccogliendone le immagini e ascoltandone le storie e le parole. Come quelle della mamma che descrive in questo modo apporto con il propri figlio in stato vegetativo in seguito a un incidente stradale: “Io non ricordo più mio figlio come era prima, per me mio figlio è lui e basta; io lo bacio, gli dico amore mio e lui mi parla con gli occhi”.

Foto di Fabio Moscatelli
Stati vegetativi. Casa Iride 2

Per realizzare questo lavoro, Moscatelli ha trascorso sei mesi con i familiari, i pazienti e gli operatori sanitari di Casa Iride, condividendone battaglie, speranze e momenti di sconforto.Ho deciso di affrontare questo lavoro tenendo bene a mente che mi sarei confrontato con sensazioni ed umori spesso diversi e contrastanti – spiega il fotografo –. Avevo davanti una situazione molto chiara e dolorosa, ma proprio per questo volevo evitare facili pietismi e dare assoluta dignità ai ragazzi e ai loro genitori: creare quindi una racconto che non fosse un percorso doloroso ma aprire una vera finestra su una condizione su cui si dibatte in maniera sporadica e solo in casi eclatanti”. Il risultato di questo impegno èun lavoro fotografico raro, fatto di immagini delicate e poetiche che restituiscono l'atmosfera rarefatta della casa e il pudore dei suoi abitanti. A breve il reportage fotografico diverra’ un volume i cui proventi verranno interamente devoluti a favore dell’Associazione Risveglio, che  ha realizzato Casa Iride in sinergia con ASL RMB e il Comune di Rom. (Antonella Patete)

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