19 dicembre 2014 ore: 15:13
Salute

Slot, lo stato chiede un "sacrificio" ai concessionari: 500 milioni di euro l'anno

Provvedimento contenuto nella legge di stabilità che andrà a confluire nel maxiemendamento. Tra gli altri c'è anche la regolarizzazione di 7 mila agenzie dipendenti da società estere senza concessione da parte dei Monopoli a operare in Italia che dovranno versare 10 mila euro
Gioco d'azzardo, uomo alle slot

MILANO - Con la legge di stabilità il Senato è chiamato a votare una serie di provvedimenti sul gioco d'azzardo, che dovrebbero essere tutti contenuti nel maxi-emendamento del Governo. Dalla sanatoria delle agenzie di scommesse irregolari al contributo annuo di 500 milioni a carico dei concessionari del gioco, dallo sconto dello Stato per i giochi che hanno una flessione del 15 per cento della raccolta a un fondo di 50 milioni di euro per la lotta alle ludopatie. Ha già suscitato polemiche l'emendamento che prevede un sostegno alle imprese che gestiscono giochi che hanno un calo nella raccolta del 15% annuo. Ma anche quello sulla regolarizzazione dei punti di raccolta scommesse non autorizzati è destinato a scatenare critiche e polemiche. Si tratta di circa 7 mila agenzie, dipendenti da società estere senza concessione da parte dei Monopoli a operare in Italia, che potranno regolarizzarsi versando 10 mila euro. Il governo calcola che potrà incassare circa 35 milioni di euro (ipotizzando che solo la metà accetterà la sanatoria) ai quali si aggiungono circa 187 milioni di euro di imposte versate da quelle neo-regolarizzate.

All'inizio del dibattito parlamentare sulla legge di stabilità, si era ipotizzato di alzare il prelievo fiscale sulle giocate. Ipotesi accantonata e sostituita con il contributo di 500 milioni di euro all'anno a carico, complessivamente, dei concessionari di slot machine e videolottery. Ai gestori viene chiesto, in altri termini, di contribuire a rimpinguare le casse dello Stato. Come si legge nella relazione tecnica che accompagna il provvedimento, si tratta di un sacrificio "ragionevole oltre che tollerabile dal settore operativo costituito dai concessionari di gioco". (dp)

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