30 maggio 2013 ore: 12:22
Non profit

Slow Food, cena di solidarietà per aprire un laboratorio ludico a Finale Emilia

Organizzata da Slow Food domani a Casumaro di Cento (Ferrara): in cucina i cuochi di 7 ristoranti del cratere danneggiati dal sisma, tra cui i ragazzi disabili dell’Osteria Lanterna di Diogene di Solara
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FERRARA – In questa lunga fase di ricostruzione post terremoto, in Emilia non si pensa solo a rimettere in piedi le aziende o i palazzi distrutti un anno fa, ma anche a realizzare nuove idee all’insegna della solidarietà: l’ultima è di Slow Food, l’associazione no profit che si occupa di promuovere la cultura gastronomica del territorio e a tutela dell’ambiente, la quale ha deciso di creare un laboratorio didattico, destinato principalmente a bambini disabili, dedicato al cibo nella scuola media di Finale Emilia (Modena). L’obiettivo è far sì che il laboratorio scolastico continui l’attività anche nei prossimi anni. Un momento ludico durante il quale i bambini possono imparare a conoscere il cibo e a maneggiarlo, e avvicinarsi a quella che è una vera e propria tradizione culturale di queste terre emiliane. Per raggiungere lo scopo e trovare le risorse per far partire il laboratorio, le sedi locali di Slow Food di Cento e Modena, con la collaborazione della segreteria regionale, raduneranno venerdì 31 maggio i cuochi di 7 ristoranti e osterie del “cratere” danneggiati dal sisma del maggio 2012, per organizzare una cena di solidarietà a Casumaro di Cento (Ferrara), che incomincerà alle ore 17. Prima della cena vera e propria, prevista per le ore 19, interverranno il presidente della Regione, Vasco Errani, e il presidente di Slow Food Italia, Carlo Petrini. 

La tavolata sarà aperta a circa 400 persone, che avranno l’occasione di gustare alcuni piatti tradizionali come la “torta degli ebrei” con mortadella classica, preparata da Giovanna Guidetti dell’Osteria La Fefa di Finale Emilia, o le “lasagne verdi al forno alla bolognese” di Gabriele Ferri, dell’Antica Osteria Da Cencio di Cento e molti altri ancora. Tra i cuochi in cucina, anche Giovanni Cuocci dell’Osteria Lanterna di Diogene di Solara di Bomporto (Modena), che collabora direttamente con il Centro di terapia integrata per ragazzi disabili “La Lucciola”. La serata sarà anche un’occasione per fare il punto sulla situazione dei ristoranti danneggiati dal sisma: Mauro Covoni, Slow Food di Cento, racconta che la maggior parte degli esercizi che aveva sede nel centro storico del suo Comune ha dovuto cambiare location e trasferirsi. “Qualcuno ha ristrutturato le cucine, ma in molti hanno dovuto traslocare – spiega - però è importante sottolineare che non hanno abbandonato queste terre, sono tutti rimasti a Cento, e molti hanno riaperto proprio nel centro storico”. Tutti coloro che vorranno assaggiare le pietanze tradizionali e collaborare all’iniziativa di solidarietà possono scrivere a: slowfoodcento@gmail.com o info@centoggi.it. (giovanni baiano)

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