Smartphone, tv e giochi online: "quindicenni immersi nel virtuale"
PADOVA - A quindici anni il 70 per cento guarda la tv ogni giorno, il 98 per cento possiede uno smartphone e il 93 per cento si collega a internet tutti i giorni, il 37 per cento lo fa senza limiti di tempo o restrizioni di sorta da parte dei genitori. Il 9 per cento gioca online a giochi in cui realmente si vincono o perdono soldi. Il 15 per cento ci gioca, ma solo con monete virtuali. Uno su quattro ha provato qualche altro gioco d’azzardo (gratta e vinci, lotto, slot machine, totocalcio, scommesse sportive…). Sono i ragazzi tra i quindici e i sedici anni dello studio longitudinale “Crescere”, curato dalla Fondazione Emanuela Zancan di Padova, con il sostegno della Fondazione Cassa di risparmio di Padova e Rovigo. Arrivato alla quarta annualità, lo studio si basa su un campione di mille ragazzi residenti tra le province di Padova e Rovigo, con l’obiettivo di monitorare, dagli 11 fino ai 18 anni, un momento fondamentale della loro esistenza come il passaggio dall’infanzia all’adolescenza, per capire quali fattori favoriscono la loro crescita positiva.
A 15 anni un ragazzo su due (56 per cento) dichiara di aver subìto almeno una forma di bullismo negli ultimi sei mesi. Il 51 per cento ammette di averne compiuti. Le forme più comuni sono di tipo verbale. Il 16 per cento è stato infastidito attraverso il computer o il cellulare (cyberbullismo).
Nella loro personale gerarchia di felicità mettono al primo posto gli amici, seguiti dalla famiglia. “L’84 per cento del campione continua a sentirsi supportato dalla famiglia – spiega Giulia Barbero Vignola, ricercatrice della Fondazione e referente dello studio – ma le percentuali sono in progressivo calo. Ora, a 15-16 anni aumenta il carico di studio e responsabilità, i ragazzi iniziano ad affrontare i primi insuccessi in ambito scolastico e affettivo, diventano più consapevoli dei propri punti di forza, ma anche delle proprie debolezze”.
Sette ragazzi su dieci ricevono dalla famiglia l’aiuto morale e il sostegno di cui hanno bisogno; otto su dieci sono convinti che la famiglia tenti realmente di aiutarli nelle difficoltà. L’aspetto più critico è però quello del dialogo: il 57 per cento sa di poter parlare dei propri problemi in famiglia, un quarto è incerto («a volte sì a volte no») e il 18 per cento invece non è d’accordo. È complicato soprattutto il dialogo con il padre: per quasi metà dei ragazzi risulta "difficile/molto difficile" parlare con il padre di cose che preoccupano veramente.
Lo sport e la salute sono altri due aspetti indagati da “Crescere”, grazie al contributo fondamentale dell’Azienda Ulss 6 Euganea. I risultati evidenziano un calo della pratica sportiva con il progressivo innalzamento dell’età dei ragazzi: nella prima annualità, quando a essere coinvolti erano ragazzi di 11 e 12 anni, gli sportivi erano l’87 per cento, in terza media erano l’84 per cento e in prima superiore si è registrata una diminuzione al 76 per cento. Sempre meno ragazzi poi si dedicano al livello agonistico.
Lo studio indaga, inevitabilmente, anche la situazione delle famiglie: nell’ultimo anno circa un quarto dei nuclei familiari coinvolti nello studio (23 per cento) ha indicato almeno una difficoltà economica: ci sono stati momenti in cui non c’erano le risorse per comprare vestiti, pagare le bollette, pagare le tasse, pagare l’affitto o mutuo della casa, sostenere spese sanitarie o per la scuola (libri, gite ecc.). Nel 14 per cento dei casi la situazione nell’ultimo anno è peggiorata per vari motivi: perdita del lavoro di uno dei due genitori, diminuzione dello stipendio, separazione, spese impreviste. La situazione è critica soprattutto negli istituti professionali: il 40 per cento degli studenti ha problemi di tipo economico in famiglia.
”Stiamo facendo del nostro meglio – commenta il direttore della Fondazione Zancan Tiziano Vecchiato – perché, forse per la prima volta nel nostro paese, con uno studio longitudinale vengono affrontati i problemi e le risorse positive della popolazione dai 12 ai 18 anni. Quest’anno il campione si è ampliato da 400 a mille studenti, grazie all’ingresso di otto istituti superiori (licei, istituti tecnici e professionali) delle province di Padova e Rovigo”.