6 marzo 2014 ore: 12:16
Economia

Social card, a Bologna solo 127 domande idonee su 450 assegnabili

A queste potrebbero aggiungersene altre, perché le domande “bocciate” dall’Inps possono presentare ricorso per chiarire la loro posizione. La prima tranche dovrebbe liquidata in questi giorni.
Nuova social card, una mano tende la Carta

BOLOGNA – Sono 127 le domande per la social card che l’Inps ha già giudicato idonee. Dovrebbero andare in pagamento in questi giorni, ma tutto dipende da quando le Poste saranno pronte per erogare il servizio. Un po’ in ritardo sulla tabella di marcia, insomma, si sta concludendo la prima parte di controllo e selezione per le social card in città. Come sarà ripartito il milione e 600 mila euro che il governo ha destinato a Bologna? “Dipende dalla composizione del nucleo familiare: se formato da due membri, 231 euro al mese; se da tre, 281 euro; se da quattro 331 euro; se da cinque o più 404 euro”, specifica Silvia Cestarollo, responsabile dei Servizi Sociali del Quartiere Santo Stefano che gestisce il progetto Social Card.

Intano, il comune è alle prese con la gestione di tutti i ricorsi presentati da chi ha visto la propria proposta ‘bocciata’ dall’Inps. Fino al 10 aprile – data scelta dagli incaricati dell’amministrazione – chi è risultato non idoneo può chiarire la propria posizione e chiedere all’istituto di previdenza di rimettere mano alla domanda: “In alcuni caso, si tratta di domande ‘bocciate’ per motivi sostanziali, per esempio la mancanza di un requisito; in altri casi si tratta di motivi più leggeri, come un codice fiscale scritto sbagliato – spiega Cestarollo – A noi il compito di raccogliere tutti i documenti utili, in attesa che l’Inps ci dica come trattare i ricorsi”.

Erano 476 le domande arrivate al comune di Bologna all’inizio della sperimentazione su 450 social card assegnabili. A oggi si dividono in tre gruppi: gli idonei, chi non è risultato idoneo ma ha presentato ricorso, chi non è risultato idoneo e non ha fatto ricorso. A graduatoria ultimata, quindi dopo che l’Inps avrà valutato i ricorsi, partirà anche il piano personale assistenziale previsto dal progetto e dedicato a un numero compreso tra il 50 e il 75 per cento delle famiglie idonee. Tra le misure previste, un percorso per far rientrare nel mondo del lavoro almeno un membro del nucleo familiare. (ambra notari) 

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