22 maggio 2020 ore: 13:17
Società

Solidarietà, a Bologna oltre 500 famiglie sostenute dalla rete Don’t Panic

A 8 settimane dal lancio, la cordata bolognese traccia il primo bilancio. Centoventi le “spese sospese” donate e redistribuite, 400 i volontari coinvolti. Al via anche un progetto di tutoraggio a distanza per gli studenti e un servizio di babysitting solidale
Giulio Di Meo spesa-solidale-dont-panic

BOLOGNA – Cinquecentoventi famiglie raggiunte sul territorio, 400 volontari coinvolti, oltre 50 associazioni aderenti, 5.537 euro raccolti e 120 “spese sospese” donate e redistribuite. Sono i numeri delle prime otto settimane di attività di "Don’t Panic", la campagna di mutualismo e solidarietà nata a Bologna durante l’emergenza Covid-19 promossa, tra gli altri, da Arci Ritmo Lento, Coalizione Civica, Antoniano, Piazza Grande, Link, Caritas, Legambiente.

A raccontare questo primo bilancio un video di Pietro Borzì: regista e videomaker, tra i “rider” che hanno raccolto la spesa sospesa nella fase 1, ha deciso di mettere insieme frammenti di girato amatoriale delle tante attività di volontariato, per restituire un’idea di quanto fatto dalla realtà bolognese nei primi due mesi dal lancio pubblico del 23 Marzo.

La rete Don’t panic non si occupa solo dell’approvvigionamento di beni di prima necessità per le famiglie in difficoltà sul territorio: tra le altre attività, telefonate agli anziani soli; uno sportello psicologico gestito da professionisti che offrono consulenze gratuite; uno sportello affitti che aiuta a rinegoziare il canone di locazione; Opera, la piattaforma di informazione sui temi legati al lavoro; la mappatura dei consultori; la consegna di farmaci salvavita alle persone lgbtiq sieropositive; la webradio Radio Leila; un osservatorio permanente sui bisogni in città. Tra i progetti avviati più di recente, Compagne di Banco: “Si tratta – spiegano i promotori – di un progetto di tutoraggio a distanza dedicato agli alunni lasciati indietro dalla didattica a distanza. Compagne di banco abbinerà le richieste dei genitori alla disponibilità di un gruppo di volontari referenziati e con esperienza di doposcuola. A giorni, infine, partirà un servizio di babysitting solidale”.

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