28 luglio 2017 ore: 15:26
Immigrazione

Sotto le gallerie dell'alta velocità, il viaggio pericoloso dei giovani migranti

A Firenze, nel giro di pochi mesi, sono stati ritrovati due giovani sudanesi nelle gallerie ferroviarie dove i treni sfrecciano a 300 all’ora. Andavano in direzione Bologna. Uno è morto, l’altro è vivo per miracolo
Treni, alta velocità firenze
Treni, alta velocità firenze

FIRENZE – Vengono ritrovati così, senza valigie e con due stracci addosso. L’aria smarrita e il sogno di arrivare a nord, sempre più a nord. Sono i ragazzini "fantasma" che sono stati ritrovati dentro le gallerie ferroviarie intorno a Firenze. Il primo episodio risale a prima dell’estate, quando un giovanissimo sudanese, ancora minorenne, fu ritrovato senza vita nella galleria nella zona di San Piero a Sieve, nel Mugello. Fu sbalzato violentemente a terra dal passaggio di un treno dell’alta velocità, che in quelle gallerie toccano i 300 chilometri orari. Il secondo episodio, e probabilmente non ultimo, è accaduto pochi giorni fa, quando un altro ragazzino sudanese di 18 anni è stato ritrovato, per fortuna ancora vivo, dentro la galleria dell’alta velocità Firenze-Bologna, all’altezza della stazione di Castello. 

- Due casi simili, due casi molto strani. Le forze dell’ordine indagano. C’è chi ipotizza tratte di migranti. Forse però, stando a quello che ci raccontano i dipendenti di Ferrovie alla stazione di Castello, si tratta di due casi isolati e casuali. Non che la notizia sia rincuorante, visto che questi ragazzini decidono autonomamente di imboccare queste gallerie dove è altissimo il rischio di morire. Sono soli, sono emarginati. Senza genitori, senza amici. Senza niente. Rischiano la vita per arrivare chissà dove. Non pensano alla pericolosità di questi percorsi. “Vedono il cartello con scritto Bologna accanto ai binari e credono che la galleria sia lunga pochi chilometri”, dice un lavoratore della stazione fiorentina di Castello.

Entrambi sudanesi. E questo desta qualche sospetto. Forse non può essere un caso. Fatto sta, che questi ragazzini "fantasma" penetrano in quelle gallerie buie e pericolose. Forse pensano che, così facendo, possono facilmente sfuggire ai controlli delle forze dell’ordine e dare meno nell’occhio. Essendo così piccoli, è facile dare nell’occhio. E’ facile attirare l’attenzione della polizia, o di chi semplicemente vorrebbe aiutarli. Loro scelgono di entrare in questi tunnel, per nascondersi ancora di più. E’ quasi un mistero, su cui la Polfer indaga. Al momento poche certezze: “Questi ragazzini, probabilmente, passano dalla linea ferroviaria perché così pensano di raggiungere più velocemente la meta e con meno rischi di essere fermati”. (js)

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