Spending review, Anmic: "I disabili non siano i primi a pagare"
ROMA – “Incredulità e ferma opposizione a ogni taglio indiscriminato”: così Giuseppe Pagano, presidente dell’Anmic (associazione nazionale mutilati e invalidi civili) commenta le anticipazioni del cosiddetto “dossier Cottarelli”, che stanno circolando sulla stampa. “Sarebbe paradossale – afferma Pagano - I cittadini disabili sono già penalizzati da un welfare inadeguato e non intendono pagare il conto lasciato da sprechi e cattiva gestione del bilancio degli anni passati. inoltre il welfare non può essere considerato spesa inutile e ‘inefficiente’, ma è invece l’ultimo indispensabile puntello della coesione sociale, in un paese ormai allo stremo. Ci opporremo a ogni taglio indiscriminato”.
No quindi ai risparmi che pesino sulle spalle dei “cittadini più svantaggiati, che vivono a stento con la loro misera pensione di 280 euro al mese, oppure (nei casi di disabilità più grave) con un assegno di accompagnamento di 500 euro. Anmic esprime dunque tutta la propria incredulità e ferma opposizione a simili ipotesi di tagli, considerate socialmente inique e paradossali. Non vogliamo credere che il nuovo governo pensi di far cassa proprio sulla spesa per lo stato sociale, che è rimasto ora l’ultimo puntello della coesione in un paese che altrimenti rischierebbe la deriva sociale e democratica. Una cosa è garantire l’efficienza del sistema ed evitare eventuali sprechi o abusi, ma qui si ipotizzano in partenza risparmi sulla spesa previdenziale da realizzare a tutti i costi”.
Non piace, in particolare, il riferimento del sottosegretario Delrio all’impiego del nuovo Isee per combattere gli abusi delle indennità: “Siamo contrari inoltre all’intenzione di utilizzare il nuovo Isee per limitare l’accesso a pensioni o indennità di accompagnamento per i disabili più gravi – dice ancora Pagano - Queste sono prestazioni di natura assistenziale, non costituiscono redditi da lavoro. La revisione della spesa pubblica è certo indispensabile, ma deve anche essere equa: non si può pensare di trovare le risorse ‘facili’ andando a colpire le pensioni dei cittadini socialmente ed economicamente più deboli, come i disabili. Vogliamo sperare che l’esecutivo rifletta su questi temi socialmente sensibili’ – conclude Pagano - Tagli indiscriminati sui disabili ci costringerebbero ad una ferma opposizione, ma anche alla constatazione che in questo Paese non si vogliono davvero cambiare le cose. Speriamo di essere smentiti dai fatti”.