14 luglio 2022 ore: 17:26
Disabilità

Spiagge accessibili, la denuncia di Anffas Modica: “Inclusione incompleta”

Secondo l’organizzazione l’unica strada realmente percorribile per poter rendere i nostri Comuni realmente inclusivi sono i PEBA (Piano Eliminazione Barriere Architettoniche), introdotti nel lontano 1986
Disabilità, carrozzina in riva al mare, spiagge accessibili

ROMA - “All’indomani delle elezioni amministrative in molti Comuni del Distretto Socio-Sanitario 45, comprendente Modica, Ispica, Scicli e Pozzallo, ci preme ricordare che i Comuni in questione hanno aderito alla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità. Tale Convenzione, lo ricordiamo, impegna i decisori politici a produrre nell’ambiente quelle modifiche necessarie affinché alle persone con disabilità sia garantita la piena partecipazione ad ogni ambito del vivere civile, abbattendo sin dall’inizio quelle che possono essere considerate delle barriere ad una piena inclusione da parte di tutti. Dunque, oltre a specifiche normative (ad esempio la Legge 67/2006 anti discriminazione) che già di per sé imporrebbero determinati interventi, nei nostri territori con l’adesione alla Convenzione è avvenuta questa ulteriore importante assunzione di responsabilità che però, nei fatti, sta avendo un riscontro a macchia di leopardo”. Lo sottolinea in una nota Anffas onlus di Modica. 

L’associazione si riferisce in particolare alle spiagge del distretto: stabilimenti dotati di sedie Job che permettono a chi ha una mobilità ridotta di entrare in acqua, e rampe apposite che però a un certo punto si interrompono e non permettono neanche di arrivare alla battigia.È un po' il simbolo di un’inclusione incompleta e mai del tutto realizzata dove si può e si deve fare di più e che non riguarda certamente solo le spiagge ma anche le città, i luoghi di interesse culturale e ricreativo, l’accessibilità delle informazioni, i mezzi di trasporto - si legge nella nota -. L’unica strada realmente percorribile per poter rendere i nostri Comuni realmente inclusivi, non ci stancheremo mai di dirlo, sono i PEBA (Piano Eliminazione Barriere Architettoniche), introdotti nel lontano 1986: Il Piano consente di rilevare e classificare tutte le barriere architettoniche presenti in un’area e può riguardare edifici pubblici o porzioni di spazi pubblici urbani (strade, piazze, parchi, giardini, elementi arredo urbano). Il piano deve poter individuare anche le proposte progettuali di massima per l’eliminazione delle barriere presenti e fare la stima dei costi. Ogni Comune dovrebbe esserne dotato. Quanti Comuni del nostro Distretto l’hanno fatto? Se non vogliamo che l’approvazione della Convenzione Onu sia un semplice atto formale, dovremmo pensare seriamente a come migliorare l’accessibilità dei territori di cui andiamo tanto orgogliosi. Gli strumenti ci sono”.

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