13 novembre 2020 ore: 11:13
Giustizia

Sposa a 12 anni, oggi Sughra difende i diritti delle donne

La battaglia di Ghulam Sughra Solangi: lasciata dal marito a 20 anni, è riuscita a tornare a scuola e diventare insegnante. E a fondare una ong per sostenere le donne nei contesti rurali
spose-bambine-testimonianze- Osservatorio diritti

Sughra Solangi alla Marvi school di Khairpur

La vicenda di Ghulam Sughra Solangi ha dell’incredibile: è passata dall’essere una sposa bambina in Pakistan, all’età di 12 anni, a essere riconosciuta come un’importante attivista per i diritti delle donne. Oggi ha 50 anni, il percorso è stato lungo: lasciata dal marito a 20 anni, ha lottato per poter tornare a scuola ed è riuscita a diventare insegnante. E a mettere in piedi una ong, la Marvi rural development organization (Mrdo), a Sukkur, per rafforzare le donne nei contesti rurali. Un’attività che le è anche valsa il premio International women of courage nel 2011, ricevuto da Hillary Clinton e Michelle Obama.

La ripartenza. Sughra è riuscita a ribaltare la sua vita studiando da autodidatta. “Il punto di svolta è avvenuto quando i miei fratelli hanno permesso che un mio cugino più anziano mi seguisse negli studi. Dopo quattro anni ho superato il primo esame di scuola. E non mi sono scoraggiata, nemmeno quando la gente mi umiliava e mi ridicolizzava. Per mantenere i miei figli e me, di sera fino a tardi facevo lavori di ricamo. L’indipendenza economica mi ha permesso di conquistare l’autonomia dai miei genitori e poter continuare a studiare”, racconta oggi a
Osservatorio Diritti. Nel suo percorso ha dovuto affrontare le minacce dei signori feudali della zona, legati a una concezione patriarcale della società. Ma alla fine ce l’ha fatta, grazie anche al suo secondo marito, che è però morto sei anni fa.

Di madre in figlia. La donna è mamma di un ragazzo e una ragazza, Saira, che pare intenzionata a proseguire le sue battaglie. “Da dieci anni Saira combatte per liberare le giovani pakistane dalle catene dell’ingiustizia, della discriminazione e dell’oppressione. È convinta che i tabù sociali non consentano alle donne di alzare la loro voce e che la paura delle ritorsioni le spinga a continuare ad essere vittime di abusi. A mio figlio e mia figlia io chiedo di lavorare al servizio dell’umanità e per la giustizia sociale. Saira sta gestendo le problematiche dei più poveri e degli oppressi attraverso la Marvi rural development organization”.

Il contesto. Sughra spiega che “le donne delle comunità rurali sono nella condizione di vittime, private dei loro diritti, escluse dai benefici dello sviluppo comunitario”. La principale leva che può aiutarle a risollevarsi, dice ancora l’attivista, è la scuola, che però è spesso preclusa alle ragazze, soprattutto nelle aree agricole. “Nel Pakistan rurale le donne vengono discriminate dalla comunità e tenute in stato di sottomissione. Il mio obiettivo è dare loro la possibilità di andare a scuola, eliminando le barriere economiche che limitano la loro istruzione”.

L’articolo integrale di Giulia Cerqueti, Sughra, da sposa bambina ad attivista per i diritti delle donne, può essere letto su Osservatorio Diritti.

© Copyright Redattore Sociale