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9 settembre 2015 ore: 11:22
Immigrazione

Stabilità 2016, “ecco a cosa destinare i fondi per l’immigrazione e l’asilo”

Basta con l’accoglienza straordinaria, ampliare la rete Sprar, rinforzare le commissioni per l’asilo, più soldi all’integrazione e a una operazione di salvataggio in mare. Cosa prevedere nella prossima legge di bilancio secondo Arci e Caritas italiana
Migranti. seduti a terra dopo lo sbarco

ROMA – Portare a 60mila i posti per l’accoglienza gestita dalla rete Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati); ampliare il numero delle commissioni territoriali che decidono sulle richieste d’asilo; incentivare i programmi per l’integrazione e avviare un Mare nostrum 2, per la ricerca e il salvataggio in mare. A questi quattro punti dovrebbero essere destinati i fondi per l’immigrazione e l’asilo, previsti nella prossima legge di stabilità, secondo le organizzazioni che da sempre si occupano del tema.

Basta con l’accoglienza straordinaria, ampliare la rete Sprar
“Innanzitutto il Governo dovrebbe stanziare i fondi necessari a mettere su un piano di accoglienza ordinaria – sottolinea Oliviero Forti, responsabile immigrazione di Caritas italiana – che permetta di uscire dal bisogno di ricorrere a posti in accoglienza straordinaria. Le previsioni sugli arrivi nel 2015 parlano di 200mila persone entro la fine dell’anno, non tutte si fermeranno in Italia, ma non possiamo permetterci di farci trovare ancora una volta impreparati”. Dello stesso avviso anche Filippo Miraglia, vicepresidente di Arci nazionale che sottolinea anche la necessità di passare a un’accoglienza in piccole strutture, superando il modello dei grandi centri, come il Cara di Meneo. “Questi mega centri vanno chiusi – afferma – l’unica soluzione è aumentare i posti del servizio Sprar, portarli a un minimo di 60mila, che se gestiti con un turn over adeguato possono accogliere in un anno fino a centomila persone”.

Snellire le richieste d’asilo, maggiore turn over nei centri
Un investimento che andrebbe fatto con le risorse previste dalla legge di stabilità riguarda le commissioni territoriali che decidono sulle richieste d’asilo. “Le persone non possono più aspettare anni per completare l’iter della loro domanda di protezione – spiega Miraglia – il governo deve inserire un capitolo di spesa su questo. Investire nell’ampliamento delle commissioni territoriali permette, infatti, il turn over all’interno dei centri di accoglienza: riconosciuti come richiedenti asilo i profughi possono accedere alla seconda accoglienza. Invece siamo continuamente in una situazione di stallo, dovuta alle lungaggini burocratiche, ma anche alle decisioni sbagliate che fanno aumentare i ricorsi e allungano i tempi”.

Più fondi per i progetti di integrazione
Il terzo punto su cui si dovrebbero dirottare le risorse sono, secondo le associazioni i progetti di integrazione. “Troppo spesso la politica sull’accoglienza si ferma alla prima fase – aggiunge Forti- è invece necessario anche investire nella fase successiva”. Questo è un punto imprescindibile anche per l’Arci: “Bisogna lavorare bene sui programmi di integrazione perché le persone una volta uscite dal circuito dell’accoglienza siano finalmente autonome – aggiunge Miraglia -. Sempre più spesso i richiedenti asilo, una volta usciti dai centri, si ritrovano in strada senza gli strumenti necessari a costruirsi un futuro. Questa è una politica sbagliata, bisogna metterli invece nella condizione di poter fare da soli”.

Una Mare nostrum 2 per la ricerca e il salvataggio
Infine una parte delle risorse dovrebbe essere destinata alla ricerca e al salvataggio in mare dei profughi che attraversano il Mediterraneo. “Nonostante il governo si stia adoperando con la Marina militare anche in acque territoriali libiche, riteniamo che l’Italia dovrebbe far partire un programma specifico di ricerca e salvataggio, una Mare nostrum 2 – conclude Miraglia -. Una quota delle risorse dovrebbe servire anche a mettere in campo un’azione di arrivi protetti, veri e propri canali umanitari, da gestire in collaborazione con l’Unhcr”. (ec)

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