16 ottobre 2013 ore: 14:12
Economia

Stabilità. Bottalico (Acli): ''Reddito di inclusione sociale è indispensabile''

L’appello del presidente delle Acli al governo. Bene 5 per mille, social card, non autosufficienza e Iva alle coop, ma sul piano contro la povertà si spera ancora. “Confidiamo che il piano venga inserito nella manovra”
Povertà, donna anziana al supermercato

ROMA – “Il finanziamento di misure contro la povertà estrema, come il reddito di inclusione sociale proposto da Acli e Caritas, è indispensabile”. Questo il commento di Gianni Bottalico, presidente delle Acli, al testo della legge di stabilità presentato ieri a Palazzo Chigi dal presidente del Consiglio, Enrico Letta. “É ancora presto per un giudizio complessivo sulla legge di Stabilità – ha spiegato Bottalico -. Quello che conta sarà il testo definitivo che uscirà dal confronto parlamentare e con le forze sociali. Ma sulle linee annunciate dall'esecutivo, si può dire che sono molto condivisibili le enunciazioni di principio mentre è più articolato il giudizio sulle misure proposte per attuarli”.

Due le questioni che secondo Bottalico stanno a cuore alle Acli: “L’avvio di una strategia per lo sviluppo che dia attraverso i salari e la leva fiscale – spiega -, maggiori risorse per i consumi delle famiglie, presupposto indispensabile per frenare il loro impoverimento e per la ripresa. Ed in secondo luogo il mantenimento di un buon sistema di welfare, migliorando le prestazioni attuali ed introducendone di nuove come quelle per un piano nazionale contro la povertà, che confidiamo verrà inserito in questa manovra economica”. Positivo, per Bottalico, “il blocco dell’aumento dell’Iva che avrebbe avuto gravi effetti sulle cooperative sociali, il rifinanziamento del 5 per mille, della Social card e del fondo non autosufficienti. Occorre procedere nella direzione annunciata, rendendo più coerenti i singoli interventi con i principi che hanno ispirato questa legge di stabilità”.

Per Bottalico, quindi, è centrale “la disponibilità affermata dal governo ad ascoltare le proposte del parlamento e dei corpi sociali intermedi, e l'impegno a migliorare questa finanziaria prima della sua approvazione definitiva nei punti (come quello della  tassa  dal nome misterioso Trise) ancora bisognosi di chiarimenti”. E al governo, le Acli chiedono “che le risorse necessarie per dare un po' d'ossigeno alle imprese ed alle famiglie, per consentire quella riduzione della pressione fiscale sul lavoro che è stata annunciata, vengano recuperate anche e soprattutto attraverso la grande evasione fiscale e si vada ad indagare sugli ingentissimi beni e società di cittadini italiani nei paradisi fiscali”.(ga)

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