16 ottobre 2013 ore: 13:56
Economia

Stabilità. Gori: ''Su povertà Letta conferma linea di Berlusconi e Monti”

Brutta sorpresa per il team di esperti voluto dal ministero del Welfare per sviluppare un progetto di reddito minimo: nel testo nessuna traccia del Sostegno per l’inclusione attiva lanciato dal ministro Giovannini
Salvadanaio con un euro

Salvadanaio con un euro

ROMA – “Su povertà e sociale il governo Letta ha confermato le scelte che ha ereditato da Berlusconi e da Monti, non ha cambiato niente”. È duro il commento di Cristiano Gori, docente di politica sociale all’Università Cattolica, al testo della legge di stabilità presentato ieri dal presidente del Consiglio, Enrico Letta, a Palazzo Chigi. “Se si confronta il quadro dei fondi del 2008 con quello di oggi – spiega Gori -, si sta accompagnando il settore al declino”. Ma la brutta sorpresa è stata l’assenza nel testo del Sostegno per l’inclusione attiva, il progetto presentato dal ministro del Welfare Enrico Giovannini, a cui lo stesso Gori aveva lavorato insieme ad un team di esperti messo in piedi proprio dal ministero e coordinato dalla viceministra Maria Cecilia Guerra. Del piano contro la povertà assoluta, nessuna traccia. 

“È stata una sorpresa – spiega Gori -. Io ci speravo. Fino alla settimana scorsa qualcosa era in discussione”. Eppure l’impressione che si andasse verso la direzione giusta c’era. “L’auspicio era che partisse un piano nazionale contro la povertà – aggiunge Gori -, che si attivasse questo progetto di riforma pluriennale che portasse progressivamente all’introduzione di una misura nazionale contro la povertà assoluta. C’erano stati due segnali in questa direzione, il primo era quello di una maggiore consapevolezza politica nelle varie forze e da parte del ministro Giovannini che è stato il primo dai tempi della Turco a prendere una posizione pubblica sul tema, l’altro è che l'aumento delle persone in povertà assoluta nel 2012”.

Restano solo i 250 milioni per finanziare la Social card voluta dall’allora ministro Sacconi, quanto con poco più si poteva dare il via ad una misura di più ampio respiro. Tuttavia, spiega Gori, occorre pensare anche a coloro che in questi anni usufruiscono della carta acquisti, ma che col nuovo piano avrebbero potuto passare al nuovo strumento senza restare senza sostegno. “L’idea del piano è quella di allargare l’utenza e di dare continuità alla misura - conclude Gori -. Universalismo a partire dai più deboli e continuità, queste le due logiche alla base del piano. Con uno strumento del genere, le persone che attualmente prendono la social card di Sacconi ci sarebbero rientrati, così come quelli della nuova Social card”.(ga)

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