19 luglio 2017 ore: 14:09
Disabilità

Stati generali persone sorde, Ens chiede “accertamenti uguali in tutta Italia”

Sono iniziati questa mattina gli stati generali sulla condizione delle persone sorde organizzati dall’Ens a Roma. L’accertamento delle disabilità nelle commissioni competenti delle Asl o dell’Inps è il primo passo per l’inclusione sociale. L’Ens chiede che in ogni commissione sia presente un suo rappresentante
Sordità - orecchio

ROMA - Rendere le modalità di accertamento della disabilità uditiva uguali in tutta Italia. Lo chiede l’Ens, Ente Nazionale Sordi, che oggi a Roma ha organizzato una giornata con tavole rotonde per discutere delle recenti riforme introdotte dal Governo e su temi dell’inclusione e dell’accessibilità.
L’accertamento delle disabilità nelle commissioni competenti delle Asl e dell’Inps segna il primo passo per l’inclusione sociale. “Vogliamo che ad accertare la disabilità uditiva sia una commissione specializzata - ha detto Camillo Galluccio, direttore Ens -. Attualmente le commissioni mediche possono fare capo alle Asl o all’Inps. Abbiamo verificato che in 41 province italiane l’accertamento della disabilità è stata affidata ad una Commissione medica Asl integrata specializzata per sordi, in due province ad una Commissione medica Inps, mentre in 27 non è stata istituita nessuna Commissione specializzata. Chiediamo che sia sempre presente un rappresentante dell’Ens”.

Una richiesta portata avanti anche da Giuseppe Petrucci, presidente nazionale Ens: “Ovunque andiamo troviamo delle difficoltà da affrontare. Le commissioni non vedono la condizione sociale che noi viviamo. Per questo nelle commissioni mediche deve esserci un nostro rappresentante. Vogliamo che le associazioni siano partecipi non per interessi personali ma per aiutare le persone sorde ed evitare che le istituzioni provochino un ulteriore danno”. 

Per Nazaro Pagano, presidente nazionale ANMIC, Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili, “ci troviamo in presenza di un sistema duale, costituto da commissioni Asl e dall’Inps. C’è una disparità di trattamento nel territorio. È necessaria una riforma che riaffermi il ruolo delle associazioni storiche all’interno delle commissioni. Inoltre, dovrebbe essere l’Inps l’unico ente gestore. Questo renderebbe le cose più lineare e avremmo in questo modo un unico interlocutore in tutta Italia”.

Ha partecipato alla discussione anche Massimo Piccioni, presidente Commissione Medica Superiore Inps: “Abbiamo pensato di cambiare nome e di chiamarci istituto nazionale della protezione nazionale perché ormai i nostri compiti vanno al di là della semplice tutela dei lavoratori. Siamo chiamati ad applicare le leggi con equità secondo un principio di eguaglianza. Il vero problema è la disparità di trattamento che esiste nel nostro Paese. I lavoratori privati si ammalano una volta l’anno, quelli pubblici due volte. L’1,5% dei lavoratori privati ha il riconoscimento della legge 104 contro il 15% di quelli pubblici. La questione centrale è rendere i cittadini tutti uguali. Non ci può essere discrezionalità nelle commissioni mediche. Dobbiamo rendere omogenee le modalità accertative. Per alcune disabilità vi è una attenzione maggiore e per altre minore. È necessario ripensare le prestazioni assistenziali in relazione al fabbisogno individuale e al reddito familiare. Non si può avere una prestazione economica uguale per tutti. Dobbiamo riappropriarci dei valori di uno stato di diritto. L’unificazione dell’accertamento della disabilità sarebbe un primo passo”.

Piccioni ha preso l’impegno di discutere con Tito Boeri delle criticità emerse durante il dibattito: “Cercheremo nei prossimi mesi di risolvere alcune problematiche. Un primo passo sarà quello di fornire un interprete esperto di Lis alle commissioni”. (Gabriella Lanza)

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