Stati generali sul carcere, "non ascoltata la voce dei detenuti"
PADOVA - “Credo che gli Stati generali per la riforma del codice penale dovrebbero unire chi la pena la vive e chi la deve ripensare. Per ora non è stato così. Durante l’apertura la parola ‘detenuto’ non è nemmeno mai stata pronunciata”. Così Ornella Favero, direttrice di Ristretti Orizzonti, durante la giornata di studi “La rabbia e la pazienza” organizzata oggi nella casa di reclusione Due Palazzi di Padova. Favero non ha nascosto la propria amarezza per il mancato coinvolgimento, al momento, della popolazione detenuta che più di ogni altro conosce la realtà carceraria.
Un’amarezza condivisa dall’intera redazione di Ristretti Orizzonti ed espressa per bocca di Carmelo Musumeci, condannato all’ergastolo. “Sono un po’ arrabbiato – ha detto citando il tema dell’incontro odierno - perché i detenuti non sono stati coinvolti. Credo che noi al contrario dovremmo avere un ruolo attivo: chi meglio di noi può indicare cosa funziona e cosa no? Chi meglio di noi può aiutare a portare la legalità in carcere?”. (gig)