Stazione centrale di Milano, Naga: "Il blitz è stato discriminatorio"
MILANO - "Le modalità con le quali è stato effettuato ieri il blitz alla Stazione centrale sono discriminatorie": Piero Massarotto, avvocato e presidente del Naga, boccia in toto l'operato della Questura di Milano. "Sono modalità discriminatorie perché venivano fermare solo le persone che all'apparenza non sembravano italiane, quindi soprattutto sulla base del colore della pelle". Ieri sera alcuni avvocati volontari del Naga sono anche andati in Questura per offrire assistenza ai fermati. "Abbiamo lasciato loro i nostri numeri di telefono, ma per ora nessuno ci ha contattato". Al di là dei risultati del blitz (sarebbero meno di dieci i migranti non in regola), resta il nodo sull'opportunità e l'utilità di usare le forze dell'ordine per affrontare temi complessi e prettamente sociali come quello dell'immigrazione. "Oggi ci sono decine di migranti che hanno ottenuto lo status di rifugiato o una qualche forma di protezione umanitaria che sono abbandonati a se stessi -aggiunge Massarotto-. Bisogna prevedere una seconda fase dell'accoglienza, che permetta loro un reale inserimento nella società italiana. Altrimenti li avremo sempre nelle strade".
Giovedì 4 maggio, alle ore 11, nella sede di Chiamamilano (via Laghetto), il Naga, insieme a una dozzina di altre associazioni, presenta una piattaforma contenente le proposte per riformare la legislazione sull'immigrazione. "Uno dei nodi che affrontiamo è anche quello sul futuro di quei circa 50mila migranti che ogni anno si vedono rifiutare la richiesta d'asilo. Noi pensiamo che si debba dare loro la possibilità di presentare una nuova domanda per un permesso di soggiorno per motivi di lavoro. Solo così si eviterà di avere migliaia di irregolari: hanno chiesto asilo perché è il solo modo per entrare oggi in Italia. Bisogna prevedere altri canali legali, altrimenti non si arriva a una soluzione e si perpetua il problema". (dp)