24 giugno 2014 ore: 13:36
Disabilità

Stop visite Inps per autistici, Pennino: “Si mette fine ad un’ingiustizia”

C’è un incontro della vicepresidente dell’associazione “L’autismo parla” con il direttore generale Inps dietro la decisione assunta dall’Istituto di evitare la rivedibilità per i minori con autismo: “Ottimo lavoro, ora allargare ad altre forme di disabilità”
Autismo, bambino che si copre il viso

PALERMO – Una “svolta rivoluzionaria”, che “mette fine a un’ingiustizia”, che “cambia la vita delle famiglie che hanno un figlio autistico” e che rappresenta un “risultato concreto di una vera democrazia partecipativa”. E’ decisamente soddisfatta Rosi Pennino, vicepresidente dell’associazione “L’autismo parla”, dopo la pubblicazione da parte dell’Inps del messaggio della Commissione medica superiore che dispone che i medici Inps dovranno evitare di prevedere il requisito della “rivedibilità” entro il compimento del 18esimo anno di età per le pratiche di riconoscimento dell’invalidità civile e della condizione di handicap.

Proprio Pennino nei giorni scorsi è stata ricevuta dal direttore generale dell’Inps Mauro Nori e dal presidente della Commissione Medica Superiore, Massimo Piccioni, ai quali ha esposto, documenti alla mano, tutta la problematica. Un incontro reso possibile anche grazie all’attenzione mostrata dal responsabile nazionale Welfare del Pd, Davide Faraone, lui stesso padre di una bambina autistica.

“E’ stato – dice Pennino - un lavoro a più mani e fatto bene, che risponde ad un’istanza dal basso, ad un obiettivo alto che è quello di riconoscere i diritti di chi è disabile. Siamo stati ricevuti come famiglie dal direttore generale dell’Inps che si è mostrato disponibile ad ascoltarci. Finalmente è finita un’ingiustizia e la macelleria sociale che hanno subito disabili e famiglie per lungo tempo chiamati a revisione davanti alle commissioni competenti per l’invalidità civile”.  “Un fatto rivoluzionario – continua - che cambia la vita di tutte le famiglie italiane che hanno un figlio autistico. Si tratta di un risultato che rappresenta un lavoro che parte dal basso perché è il risultato concreto di una vera democrazia partecipativa fatta dall’incontro tra le famiglie, i rappresentanti istituzionali di Inps, Asp e i politici. Tutto questo è il chiaro esempio di come l’impegno dal basso a favore di cause importanti viene alla fine ripagato se si incontrano persone competenti, responsabili e soprattutto sensibili al problema”.

“La cosa estremamente importante è stata proprio la possibilità che il direttore dell’Inps e della commissione ci hanno dato di poterli incontrare come genitori di figli autistici – aggiunge ancora Rosi Pennino -. Ho partecipato e personalmente assistito alla firma di questo importante documento e sono uscita quasi incredula con le gambe che mi tremavano. La direttiva ha naturalmente un valore immediato e, adesso, occorrerà vigilare attentamente che, chi di dovere, possa applicare quanto sottoscritto ufficialmente dalle autorità nazionali. Nel caso in cui le famiglie accertino la sua mancata applicazione potranno fare un ricorso perché, adesso, c’è un documento che ha una chiara valenza legale come tutti gli atti amministrativi”.

“Per il momento la direttiva riguarda soltanto l’autismo ma il prossimo passo sarà quello di muoversi per estendere il suo contenuto anche ai soggetti affetti da altre gravi disabilità psichiche – continua Rosi Pennino -. Intanto siamo partiti da una delle disabilità più complesse da diagnosticare rispetto ad altre. Lavoreremo, dunque, nei prossimi mesi, anche alle altre patologie che vivono ancora la stessa problematica. Intanto, eliminando la revisione per i minori autistici si snellisce in questo modo una parte del lavoro delle commissioni che possono dedicarsi ad altre patologie. Si elimina così spreco di denaro, di tempo e di energia a carico sempre delle commissioni”. (set)

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