10 febbraio 2015 ore: 12:23
Immigrazione

Strage di Lampedusa. "Il governo ripristini Mare Nostrum e torni a salvare vite umane"

Il cordoglio delle Acli e della Fondazione Migrantes, unite nel condannare l'abbandono dell'operazione Mare Nostrum. Antonio Russo (Acli): "Il governo italiano dia un esempio di civiltà e di solidarietà a chi fugge da guerre e persecuzioni". Migrantes:"Una morte annunciata"
Lampedusa. Barcone affondato, panni per terra

ROMA - Anche le Acli e Fondazione Migrantes si uniscono al cordoglio per la nuova strage di migranti, avvenuta nella notte tra domenica e lunedì a largo di Lampedusa, che è costata la vita a 29 persone. "Purtroppo – dichiara Antonio Russo, responsabile nazionale delle Acli all’Immigrazione - occorre registrare che nell’Europa che protegge i confini, si muore di freddo e per mancanza di soccorso. Il governo italiano dia un esempio di civiltà e di solidarietà a chi fugge da guerre e persecuzioni, ripristinando al più presto la missione Mare Nostrum e riprendendo a salvare vite umane".

Secondo le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani "la conta dei migranti morti nel Mediterraneo è tristemente ripresa, avvalorando la tesi che la fine della missione Mare Nostrum avrebbe abbandonato in mare migliaia di donne, di uomini e di bambini. Questa emergenza umanitaria costituita da schiere di persone e famiglie in fuga dalla guerra e dalla miseria, deve vedere, come ha chiesto il presidente della Repubblica Mattarella, nel suo primo discorso al Parlamento, 'l'Unione Europea più attenta, impegnata e solidale". A non convincere le Acli e le Associazioni umanitarie sono poi le nuove regole europee che assegnano a Frontex e Triton il ruolo di pattugliamento delle coste, che "hanno raccolto il loro primo risultato: 29 vite umane, questa volta morte non per annegamento, ma per ipotermia".

Di vergogna europea parla la Fondazione Migrantes, la quale definisce l'accaduto "una morte annunciata". Anche per la Fondazione, le responsabilità dell'accaduto sono da ricercare nell'abbandono, definito "troppo superficiale", dell'operazione Mare Nostrum.
“Fuggivano dalla fame, dalla mancanza di acqua, dalla violenza e dalla guerra e li abbiamo fatti morire di freddo nel nostro Mare Mediterraneo” - sottolinea Gian Carlo Perego, direttore generale della Migrantes.

"Una morte annunciata, quella delle 29 persone  - non sappiamo ancora se uomini, donne, ragazzi, di che nazionalità - su una nave in viaggio verso Lampedusa. Un numero che potrebbe essere destinato ad aumentare, visto la grave situazione di salute di altre persone. Una vergogna che l'Europa avrebbe potuto risparmiarsi se non si avesse abbandonato con troppa superficialità un'operazione ‘Mare nostrum’, che aveva indicato una strada europea per intercettare, salvare e accompagnare persone che, lo sappiamo, sono in fuga da Paesi in guerra come Siria, Palestina, Somalia, Eritrea, Nigeria, da una situazione ambientale drammatica come il Bangladesh”,  continua Mons. Perego. "La speranza è che anche questa tragedia aiuti l'Europa a rendersi consapevole che non può abbandonare in mare persone in fuga e che la tutela del diritto alla protezione internazionale oggi avviene a partire dal presidiare il Mediterraneo, non lasciando questo compito ai trafficanti di esseri umani”, conclude il direttore della Migrantes.

© Riproduzione riservata Ricevi la Newsletter gratuita Home Page Scegli il tuo abbonamento Leggi le ultime news