21 aprile 2015 ore: 11:49
Immigrazione

Strage migranti: “Una tragedia annunciata, agire in fretta per evitare altre morti”

Parla padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli: “è una strage che si poteva evitare: serve un’operazione di salvataggio reale, Triton non basta”. Oggi sit in delle associazioni a Montecitorio: “chiederemo all’Italia di prendere in mano situazione, subito canali umanitari”

ROMA – Non si fermano le polemiche dopo il naufragio di sabato scorso nel Canale di Sicilia, costato la vita a 700 persone (ma i dati non sono ancora certi e c’è chi parla di 900 vittime). Ad alzare la voce sono in particolare le associazioni che si occupano dell’accoglienza di migranti e rifugiati e che chiedono all’Europa e all’Italia di attivarsi subito per evitare altre stragi nel Mediterraneo.  Di “tragedia annunciata” parla padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli. “E’ una strage che si poteva evitare- sottolinea – da quando è stata chiusa l’operazione Mare nostrum i morti sono aumentati, ma questo era intuibile ed il rischio lo avevamo denunciato da tempo. L’aumento delle vittime del mare è frutto di una cecità politica, di una mancanza di volontà a prendere in mano la situazione da parte dell’Europa. Oggi alla luce di questa immane tragedia lanciamo di nuovo un appello: bisogna agire in fretta, i singoli stati non possono più delegare, serve una decisione comune che ora più che mai non è più rimandabile”.

Il centro Astalli, che questa mattina ha celebrato una messa per commemorare le vittime del naufragio, sarà stasera in piazza a Montecitorio insieme ad altre associazioni e ong, per un sit-in organizzato sotto il Parlamento italiano. I promotori della manifestazione chiedono che si aprano subito vie d’accesso legali per i migranti, i cosiddetti canali umanitari, e "che rappresentano l’unico modo per evitare i viaggi della morte". E, in attesa dell’intervento europeo, esortano l’Italia ad assumersi le sue responsabilità riattivando subito un programma di ricerca e salvataggio simile a Mare nostrum.

“L’emergenza oggi è quella di non abbandonare le persone in mare – sottolinea Ripamonti -, il salvataggio è un’urgenza e sappiamo bene che Triton non è sufficiente. Dobbiamo pensare a un’operazione più ampia che, come Mare nostrum, sia in grado realmente di salvare la vita a chi fugge da guerre e persecuzioni. Parallelamente bisogna lavorare perché ci possano essere canali sicuri di arrivo che consentano alle persone di non mettere la loro vita in mano agli scafisti. Bisogna fare qualcosa, non è più accettabile che centinaia di persone muoiano in mare fuggendo alla ricerca di quei diritti di cui l’Europa dovrebbe essere culla. La manifestazione di questa sera – conclude il presidente del centro Astalli -. ha un forte valore simbolico, vogliamo chiedere al nostro governo di prendere in mano la situazione”. Il sit-in dal titolo “Basta stragi” si svolgerà a partire dalle 17. Hanno aderito tantissime associazioni tra cui Lunaria, Cnca, Arci, Acli, Act, Action, Amnesty International, Antigone, Articolo 21, Asgi, Carovane migranti, Casa dei diritti sociali, Centro Astalli, Cgil, Cild, Cnca, Consorzio città dell’altra economia, Comitato verità e giustizia per i nuovi desaparecidos, Comunità di S. Egidio, Cospe, Emergency, Emmaus Italia,  Fiom-Cgil, Gruppo Abele, Left, Legambiente, Libera, Link-coordinamento universitario, Lunaria, Medici Senza Frontiere, Nessun luogo è lontano, Rete della conoscenza, Rete degli studenti medi, Uds, Udu, Uil.

 

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