Strage Parigi, Renzi: "Riaffermare le ragioni dell'integrazione"
ROMA- "Chi mercoledì, sparando all'impazzata nella redazione di un giornale satirico, un simbolo della libertà di espressione, ha ucciso, chi ha ucciso le forze dell'ordine, chi ha ucciso in un negozio in cui si vendono generi alimentari per i nostri fratelli di religione ebraica, non l'ha fatto semplicemente per compiere un atto di terrorismo. L'ha fatto per provare a mettere in discussione l'identità stessa dell'Europa e del nostro modo di concepire la vita. La nostra parola identità è una delle cose più belle che dobbiamo difendere, preservandola dall'atteggiamento sguaiato e cialtrone di chi, anche a casa nostra, pensa che la parola identità sia il contrario integrazione. Il contrario di integrazione è disintegrazione, mentre il contrario di identità è anonimato". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, durante il suo intervento all'inaugurazione dell'anno accademico dell'Alma Mater di Bologna, riferendosi ai fatti di Parigi.
Secondo il premier di fronte alle violenze è necessiario "riaffermare le ragioni dell'integrazione contro chi propone un modello di disintegrazione". Il presidente del Consiglio sarà domani a Parigi, insieme ad altri leader europei, per partecipare alla manifestazione contro ogni forma di violenza, prevista dalle 10,30 nel centro della città. Nella capitale francese sono attese circa un milione di persone, contemporaneamente diversi cortei si snoderanno nelle altre capitali europee.
Nel corso del suo interveno all'Alma Mater Renzi si è poi rivolto ai giorvani per sottolineare che "l'Italia non è spacciata". "Oggi i ragazzi e le ragazze sono bombardati da un messaggio di negatività rispetto al futuro del nostro Paese, da un messaggio in cui tutto è male. In cui il futuro non c'è- ha detto -Oggi la generazione che si avvia all'università ha un ritornello costante da parte dei media e di una parte della politica che lascia immaginare l'Italia come un Paese spacciato. Voglio dire agli studenti che non è così". Il premier ha aggiunto che la competizione "non è più all'interno delle università italiane. Ci sono già le università di serie A e serie B nella percezione dei cittadini. Noi dobbiamo dare regole chiare, alla luce del merito per consentire a tutti di poter far meglio perché la competizione non è al nostro interno ma innanzitutto a livello mondiale". "Intorno a noi le universita' di tutto il mondo talvolta riescono a presentarsi meglio di come sono. Noi abbiamo qualità straordinarie, ed è un paradosso- conclude Renzi- che spesso non riusciamo a presentare per colpa di un sistema burocratico e normativo".