9 ottobre 2019 ore: 14:41
Salute

Suicidi, 800 mila ogni anno: il focus dell'Oms per la Giornata salute mentale

Il tasso in Italia è tra i più bassi, ma nel mondo il suicidio è la seconda principale causa di morte tra i 15 e i 29 anni: più colpiti (79%) i paesi a basso e medio reddito
Suicidio, salute mentale, depressione, ragazzo accovacciato - SITO NUOVO

ROMA – 800 mila ogni anno: tante sono le persone che, in tutto il mondo, si tolgono la vita. Una ogni 40 secondi. A livello globale, il suicidio è la seconda causa di morte tra i giovani (15-29 anni): colpisce sopratutto i paesi a basso e medio reddito (79%), mentre in Italia il tasso è tra i più bassi, con quasi 6 casi ogni 100 mila residenti (in diminuzione negli anni ), a fronte della media europea che sfiora gli 11 su 100 mila. Tra i giovani dai 20 ai 34 anni, comunque, il suicidio rappresenta una rilevante causa di morte (12% dei decessi). Inoltre, per ogni suicidio, ci sono più di 20 tentativi di suicidio che hanno anche un effetto a catena che incide su famiglie, amici, colleghi, comunità e società. Siamo dunque di fronte a un'emergenza diffusa e da combattere, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, che proprio a questo tema ha voluto dedicare il focus per la Giornata mondiale della salute mentale, sostenuta dall'Oms stessa, dall'International Association for Suicide Prevention e dalla United for Global Mental Health.

Suicidio e disturbo mentale

Il legame tra suicidio e disturbi mentali (in particolare, depressione e disturbi dell'uso di alcol) è ben stabilito, ma molti suicidi si verificano impulsivamente in momenti di crisi. Ulteriori fattori di rischio includono esperienza di perdita, solitudine, discriminazione, rottura di una relazione, problemi finanziari, dolore e malattia cronici, violenza, abusi e conflitti o altre emergenze umanitarie. Il più forte fattore di rischio per il suicidio è un precedente tentativo di suicidio. Inoltre, sperimentare conflitti, disastri, violenza, abusi o perdite e un senso di isolamento sono fortemente associati al comportamento suicidario. I tassi di suicidio sono elevati anche tra i gruppi vulnerabili che subiscono discriminazioni, come rifugiati e migranti; popolazioni indigene; persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender, intersessuali (LGBTI); e prigionieri. Di gran lunga il più forte fattore di rischio per il suicidio è un precedente tentativo di suicidio.

Conoscere per prevenire

La conoscenza dei metodi di suicidio più comuni è necessaria per escogitare strategie di prevenzione efficaci, come la limitazione dell'accesso ai mezzi di suicidio. Secondo l'Oms, circa il 20% dei suicidi globali è procurato dall'auto-avvelenamento con pesticidi,in particolare nelle aree agricole rurali dei paesi a basso e medio reddito. Altri metodi comuni di suicidio sono impiccagione e armi da fuoco. Diverse sono, per l'Oms, le misure che possono essere adottate per prevenire il suicidio e i tentativi di suicidio: ridurre l'accesso ai mezzi di suicidio (ad esempio pesticidi, armi da fuoco, alcuni farmaci); comunicazione e informazione responsabile da parte dei media; interventi a scuola; politiche per ridurre l'uso dannoso di alcol; identificazione, trattamento e cura precoci delle persone con disturbi mentali, dolore cronico e angoscia emotiva acuta, o che abusino di sostanze; formazione di operatori sanitari specializzati nella valutazione e gestione del comportamento suicidario; assistenza per le persone che hanno tentato il suicidio e supporto comunitario.

Lo stigma che non fa chiedere aiuto

Disturbo mentale e suicidio sono oggetto di uno stigma diffuso: anche da questo deriva, secondo l'Oms, la reticenza chiedere aiuto. C'è poi una scarsa consapevolezza e sottovalutazione del suicidio come grave problema di salute pubblica. Fino ad oggi, solo alcuni paesi hanno incluso la prevenzione del suicidio tra le priorità di salute pubblica: soltanto 38 stati dichiarano di avere una strategia nazionale di prevenzione del suicidio. Anche la disponibilità e la qualità dei dati sul suicidio e sui tentativi di suicidio è scarsa. Solo 80 stati membri dispongono di dati vitali di registrazione di buona qualità che possono essere utilizzati direttamente per stimare i tassi di suicidio. Per questo, l'Oms raccomanda un potenziamento del monitoraggio sui suicidi e sui tentativi di suicidio.

Il suicidio, priorità di salute pubblica. Le quattro azioni

L'Oms riconosce il suicidio come una priorità di salute pubblica. Nel Piano d'azione per la salute mentale dell'Oms 2013-2020 , gli Stati membri si sono dati l'obiettivo di ridurre il tasso di suicidi nei paesi del 10% entro il 2020. In tal senso, le quattro azioni individuate per raggiungere lo scopo dono: rafforzare una leadership e una governance efficaci per la salute mentale; fornire servizi di assistenza sociale e di salute mentale integrati in contesti di comunità; attuare strategie di promozione e prevenzione nella salute mentale; rafforzare i sistemi di informazione e la ricerca per la salute mentale. Una serie di indicatori chiave relativi a questi obiettivi e ad altre azioni vengono raccolti periodicamente, attraverso il progetto Atlante della salute mentale.

 

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