4 maggio 2016 ore: 15:36
Giustizia

Suicidi in carcere, al via il Piano nazionale per la prevenzione

A predisporlo sarà il Dipartimento per l'amministrazione penitenziaria. Prevede misure di osservazione del detenuto; adeguamento degli spazi detentivi destinati all'accoglienza dei soggetti a rischio; programmi formativi specifici per tutti gli operatori. Il ministro Orlando: "Fenomeno inquietante e intollerabile"
Suicidi. Giornata nazionale. disegno

ROMA - Sulla scia dell'impegno e dei risultati ottenuti in tema di riduzione del sovraffollamento carcerario e revisione del modello di detenzione, il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha indirizzato una direttiva al capo del Dipartimento dell''Amministrazione Penitenziaria Santi Consolo, per affrontare la delicata problematica dei suicidi e dei tentati suicidi in carcere. In particolare, il Guardasigilli ritiene necessario attuare un Piano nazionale d''intervento per la prevenzione del suicidio e per il conseguente monitoraggio delle strategie adottate, attraverso la raccolta, l'elaborazione e la pubblicazione dei dati sul fenomeno e sulle esperienze condotte. "Si tratta di un fenomeno inquietante e intollerabile", denuncia Orlandonella direttiva, "rispetto al quale e'' necessario innalzare il livello di attenzione, accentuando allo stesso tempo le misure che nei singoli istituti vengono gia'' poste in essere per prevenire fenomeni di autolesionismo". Fra gli elementi che maggiormente possono suscitare la tentazione suicidaria il Guardasigilli individua il rischio ambientale: da questo punto di vista, la sorveglianza o l'isolamento del detenuto che abbia tendenze suicide possono talvolta accentuarne il rischio; analogamente è troppo spesso sottovalutato il trattamento del disagio psicologico e mentale; così come l'ambiente detentivo indifferenziato può costituire un fattore di rischio nella tendenza al suicidio. Un sistema maggiormente flessibile potrà essere in grado di attuare più efficaci forme di controllo e di conoscenza approfondita delle persone ristrette e di garantire la miglior comprensione e gestione delle situazioni di maggior disagio. 

In quest'ottica, verranno fra l'altro sviluppate opportune misure di osservazione del detenuto, differenziate a seconda della fase trattamentale e con particolare attenzione ai soggetti tossico-alcool dipendenti; saranno adeguati gli spazi detentivi destinati all'accoglienza dei soggetti a rischio, secondo criteri moderni e rispettosi della dignità della persona; saranno organizzati programmi formativi specifici per tutti gli operatori, favorendo l'interazione anche con coloro che da esterni operano nell'Istituto. Il Dipartimento dell''Amministrazione Penitenziaria provvederà quindi a predisporre un Piano nazionale d''intervento, tenendo conto anche della giurisprudenza della CEDU in materia ed in linea con quanto elaborato dal Comitato Nazionale di Bioetica nel 2010, ripreso successivamente dalla Conferenza Unificata per i rapporti tra Stato-Regioni nel 2012 nelle sue "Linee di indirizzo per la riduzione del rischio autolesivo e suicidario dei detenuti, degli internati e dei minorenni sottoposti a provvedimento penale". (DIRE)

© Riproduzione riservata Ricevi la Newsletter gratuita Home Page Scegli il tuo abbonamento Leggi le ultime news