3 aprile 2014 ore: 16:42
Immigrazione

Summit Ue-Africa: una roadmap per evitare nuove tragedie dell’immigrazione

Il piano prevede lotta alla tratta e ai flussi irregolari, nuovi canali regolari per l’ingresso, meno costi per le rimesse. In totale, l’Ue destinerà nei prossimi anni 38 miliardi di euro in aiuti all’Africa
Human Rights Watch Immigrazione: Rapporto - Human Rights Watch (gommone con irregolari)

Human Rights Watch. Rapporto '09 'Scacciati e schiacciati: l'Italia e il respingimento di migranti e richiedenti asilo, la Libia e il maltrattamento di migranti e richiedenti asilo'

Bruxelles - Si è conclusa oggi, a Bruxelles, la due giorni del summit UE Africa, con un piano in cinque punti per affrontare il problema dei flussi migratori e dell’immigrazione irregolare nei prossimi tre anni.

Le 28 delegazioni europee e le cinquantaquattro africane (con ventuno capi di Stato e di governo UE e quaranta dall’Africa), insieme al presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso, al presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy, al presidente dell’Unione Africana Mohamed Ould Abdel Aziz e la presidentessa della Commissione Africana Nkosazana Clarice Dlamini Zuma, hanno sottolineato come il traffico di uomini, donne e bambini  sia una forma di schiavitù moderna e una violazione ai diritti umani. I leader europei e africani hanno inoltre ribadito lo stretto legame fra immigrazione e mobilità e come entrambe pongano problemi ma rappresentino anche sfide e opportunità.

La roadmap elaborata nel vertice prevede azioni tese a evitare che tragedie come quella di Lampedusa si ripetano di nuovo nel mar Mediterraneo o nei deserti che i migranti attraversano con la chimera di raggiungere l’Europa. In particolare, il piano stabilisce che vengano aumentati gli sforzi congiunti di Europa e Africa per combattere contro la tratta di esseri umani e per garantire maggiore protezione alle vittime di tale tratta; sia resa più efficace la lotta all’immigrazione irregolare, migliorando da un lato i pattugliamenti in mare per salvare vite umane ma, d’altro canto, aumentando il controllo delle frontiere e incentivando i rimpatri (e in particolare i ritorni volontari); venga creato un legame più forte fra migrazione e sviluppo, diminuendo i costi per le rimesse e aiutando i protagonisti della diaspora africana a investire di più nei loro paesi d’origine. E ancora che venga riorganizzata e incoraggiata l’immigrazione legale e la mobilità, attraverso la creazione di nuovi canali legali per l’ingresso in UE di lavoratori e studenti; vengano migliorati i sistemi di protezione internazionale per i profughi (compresi i rifugiati interni) e i richiedenti asilo. 

Un altro punto importante sottolineato dalla dichiarazione finale del summit è il rispetto dei diritti umani dei migranti indipendentemente dal loro status legale. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi, che ha preso parte al primo giorno di vertice, ha dichiarato che l’immigrazione sarà una priorità nel semestre di presidenza italiano dell’Unione Europea che inizierà a luglio. E oggi, al Forum europeo sull’integrazione, la commissaria agli Affari Interni Cecilia Malmstrom ha sottolineato come il fenomeno dei flussi migratori non sia solo un affare dell’agenzia Frontex o di quegli Stati membri  come l’Italia - sotto pressione a causa degli sbarchi di migranti. “Il fenomeno dell’immigrazione è qualcosa con cui tutti i ventotto paesi che fanno parte dell’Unione Europea devono avere a che fare, condividendo oneri e responsabilità”, ha sottolineato la Malmstrom.

Tornando al vertice Ue Africa, il cui slogan è stato “una partnership di eguali verso più pace e prosperità” - da più parti si è sottolineata l’importanza di investire nei giovani, tanto che trecentocinquanta milioni di euro saranno resi disponibili per dare a venticinquemila studenti africani la possibilità di partecipare al programma di studio Erasmus Plus. In totale, l’UE destinerà nei prossimi anni 38 miliardi di Euro in aiuti all’Africa, senza contare gli aiuti dei singoli Stati membri, e settecentocinquanta milioni di Euro verranno investiti nei prossimi tre anni per sostenere la pace in quello che una volta si chiamava “il continente nero”.

La presidentessa della Commissione Africana Zuma, ha sottolineato come importante sia anche il ruolo delle donne: “Il Ruanda - ha dichiarato - è il paese al mondo con più parlamentari del gentil sesso, addirittura il 60%, e deve essere un esempio per tutti i paesi africani ed europei. Se noi concentriamo i nostri sforzi sulla formazione delle persone - ha aggiunto - non ci saranno più disperati costretti a raggiungere l’Unione Europea rischiando la loro vita nelle acque di lampedusa, ma lavoratori che entreranno in Europa legalmente attraverso porti e aeroporti e che saranno una risorsa per l’economia e la società dell’Ue”. (Maurizio Molinari)  

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