9 settembre 2014 ore: 12:24
Società

Suore uccise in Burundi, la Caritas: "Superare la globalizzazione dell'indifferenza"

Espressi vicinanza e cordoglio alla Congregazione delle missionarie saveriane e ai familiari. Mons. Evariste Ngoyagoye, arcivescovo di Bujumbura: "E' un colpo barbaro per tutta la comunità"
Suore uccise in Burundi

ROMA - Vicinanza e cordoglio esprime la Caritas italiana alla Congregazione delle missionarie saveriane e ai familiari delle tre sorelle uccise nel loro convento, in Burundi, nella missione di Kamenge, nella zona nord della capitale. “Il terribile evento deve indurre tutti i cristiani e gli uomini di buona volontà a superare la “globalizzazione dell’indifferenza”, recuperando quella che Papa Francesco chiama “l’esperienza del patire con” e rinnovando l’impegno comune affinché le donne e gli uomini in paesi impoveriti come il Burundi e in tutte le “periferie esistenziali” possano finalmente avere condizioni di vita dignitose”.

"Un colpo barbaro per tutta la comunità", questo il commento di S.E. mons. Evariste Ngoyagoye, arcivescovo di Bujumbura, quando ha ricevuto la notizia della tragica morte, domenica 7 settembre, di suor Olga Raschietti, suor Lucia Pulici e suor Bernardetta Boggian dell'ordine delle missionarie saveriane. In due telegrammi, uno a mons. Ngoyagoye e l’altro alla Superiora generale delle missionarie saveriane, Papa Francesco si è detto «colpito dalla tragica morte" delle religiose italiane e «auspica che il sangue versato diventi seme di speranza per costruire l’autentica fraternità tra i popoli». Al dolore del Papa si è unita anche la Conferenza episcopale italiana, che ha ricordato come "Il servizio generoso di tanti missionarie e missionari, sacerdoti, religiosi e laici, è una prova della speranza cristiana che è più forte della violenza e della morte perché ispirata dall’amore per Dio e per gli uomini”.

Caritas italiana, che collabora da anni con la diocesi di Bujumbura e l’ordine dei Saveriani per la promozione della pace tra i giovani proprio nei quartieri più a nord della città , rilancia l'auspicio del Papa e si unisce all’invito di S.E. mons. Solmi, vescovo di Parma, alla preghiera, al raccoglimento e all’omaggio, “verso persone umili, forti, votate al bene di tutti”. Pone inoltre l’accento sul fatto che l’accaduto, al di là delle drammatiche dinamiche che verranno accertate dalle autorità competenti, abbia riportato l’attenzione su un paese dimenticato quale è il Burundi, “che da decenni vive in condizioni disastrose agli ultimi posti nella classifica mondiale di tutti gli indicatori di benessere”.

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