4 luglio 2020 ore: 12:31
Non profit

Sussidiarietà non solo a parole: parla la Corte Costituzionale

“La solidarietà non è un lusso”, anzi: la Corte Costituzionale ribadisce il suo carattere fondante nel nostro ordinamento giuridico. Ne parla Grs week, l'approfondimento settimanale del Giornale Radio Sociale
Terzo settore, puzzle, volontariato - SITO NUOVO

ROMA - “La solidarietà non è un lusso”, anzi: la Corte Costituzionale ribadisce il suo carattere fondante nel nostro ordinamento giuridico. Lo slogan della metà degli anni ’90, che venne adottato da decine di organizzazioni sociali che diedero vita al Forum del Terzo Settore, viene consolidato in questi giorni dalla Corte Costituzionale come pietra angola del nostro vivere civile e del nostro ordinamento giuridico. Questo è il tema al centro del Grs week, l’approfondimento settimanale del Giornale radio sociale,  curato da Ivano Maiorella.

Analizzando il rapporto tra cooperative di comunità e Regione Umbria, la Corte costituzionale – con Sentenza numero 131 e pubblicata il 26 giugno 2020 – ha fornito un importante approfondimento e chiarimento sull’articolo 55 del Codice del Terzo settore in materia di co-programmazione e co-progettazione tra la Pubblica amministrazione e gli Enti di Terzo settore. In relazione al principio costituzionale di Sussidiarietá. Il principio entra in Costituzione con la riforma del titolo V della parte II del 2001 (in particolare nell’ art. 118 della Cost.), che prevede che le funzioni amministrative siano attribuite ai Comuni salvo che, per assicurarne l’esercizio unitario, siano conferite a Province, Città metropolitane, Regioni e Stato. A questo concetto di sussidiarietá cosiddetta verticale, se ne affianca un altro, di sussidiarietá orizzontale che contempla la suddivisione dei compiti fra le pubbliche amministrazioni e i soggetti privati. Ovvero: Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale.

Per la prima volta la Corte Costituzionale entra nei meccanismi procedurali dell’azione sussidiaria. Con quali effetti futuri? Ce lo spiega Luca Gori, ricercatore di diritto costituzionale della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa: “Per la prima volta la Corte Costituzionale interviene e dà significato alla sussidiarietà orizzontale e stabilisce che una serie di soggetti espressione delle libertà sociali danno vita ad una particolare capacità a perseguire l’interesse generale, accanto e insieme allo Stato. L’Alta Corta ci dice che nella relazione tra questi soggetti sociali e la pubblica amministrazione, va stabilito un meccanismo procedurale particolare. Non ci si limita a dire che è suggeribile che ciò avvenga, ma dice di più, ovvero che questo non può non avvenire. Sino ad oggi si è ritenuto che il rapporto tra enti pubblici e enti privati in generale dovesse essere rigidamente impostato sul criterio della concorrenza, all’interno di una dinamica contrattuale. Il modello introdotto dal Codice del Terzo Settore ribalta questa prospettiva perché non c’è una semplice corresponsione di prezzi a fronte dell’erogazione di un servizio ma enti pubblici ed enti del terzo settore aggregano risorse e progettano un servizio verso una direzione comune”.

La Corte Costituzionale sancisce una relazione tra enti di terzo settore e pubbliche amministrazioni diversa da quello del mercato. Perché questo pronunciamento é cosí importante per il terzo settore? Risponde Maurizio Mumolo, direttore del Forum nazionale del Terzo settore: “Le istituzioni pubbliche e le organizzazioni del terzo settore hanno comuni finalità: il raggiungimento del bene delle comunità e dei cittadini, attraverso il perseguimento di attività di interesse generale comune. Per questo sono destinate a basare i loro rapporti su un principio di natura collaborativa e non competitiva, come invece è tipico per le organizzazioni private con finalità lucrative, che svolgono attività sulla base di un principio regolativo diverso. Il Codice del Terzo settore predispone modalità specifiche, come la coprogettazione e la coprogrammazione. Con questo pronunciamento la Corte Costituzionale fa giustizia di una serie di orientamenti conservativi espressi negli ultimi mesi da alcuni tribunali amministrativi”

La Corte non solo smonta la linea sostenuta, in alcuni casi, dalla giustizia amministrativa ma, attraverso un accurato esame della normativa riguardante il Terzo settore e le precedenti sentenze della stessa Corte, ne consolida definitivamente il valore costituzionale. Si tratta di una svolta importante i cui effetti andranno misurati nel tempo, con riflessi non solo in ambito economico e sociale.
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