30 dicembre 2014 ore: 11:12
Società

Tacchi alti contro il pregiudizio, il brand Coriamenta sostiene Arcigay

Persona transgender e stylist, Cori Amenta stringe un’alleanza con Arcigay: di ogni vendita dal suo shop online, 5 euro saranno devoluti all’associazione, per sostenere le azioni che quotidianamente mette in campo contro transfobia e omofobia
Cori Amenta

Cori Amenta

MILANO - “Suona quasi buffo, ma è vero: la mia carriera si è inceppata per colpa di un seno”. Cori Amenta, persona transgender e stylist made in Italy, riassume così il motivo che l’ha portata alla collaborazione con Arcigay. Perché da oggi, per ogni vendita dal suo shop online (www.coriamenta.com), 5 euro saranno devoluti ad Arcigay, come sostegno alle azioni che quotidianamente l’associazione mette in campo per il superamento dello stigma sociale delle persone lgbt e contro le discriminazioni conseguenti. “Il mio lavoro andava benissimo, un sacco di persone, famose e non, apprezzavano i miei pezzi. Poi, a 40 anni, sono diventata trans. Il mio fatturato si è ridotto a un decimo di quello che era prima. È stato un brutto colpo, sono caduta in depressione, poi mi sono reinventata e ho iniziato a creare scarpe”. Ma insieme è arrivata anche la voglia di capire e la collaborazione con Arcigay per aiutare a combattere transfobia e omofobia: “Io sono sempre la stessa persona: prima ero bravissimo, ora sono ancora più brava. Nel mio piccolo, voglio dare un contributo”. E racconta di come, spesso, le persone transgender siano messe da parte perché ‘troppo’, troppo alte, troppo basse, troppo bionde: “Molte vengono cacciate di casa, ad altre viene negato ogni lavoro. Così, per non morire, si finisce in strada. Dal mio momento di crisi sono uscita grazie a una relazione stabile e alla famiglia, ma per altre non è così”.

“Direi che in fatto di diritti, noi siamo le più disgraziate di tutti. Le persone pensano, a prescindere, che siamo tutte prostitute e drogate. Quanto c’è da lavorare ancora su concetti chiave quali dignità, rispetto”. Rispetto che sente mancare quando passeggia per strada, biondissima e in pelliccia, e sente apprezzamenti anche pesanti sul suo conto, o quando vede una madre strattonare la figlia perché non si perda ‘lo spettacolo’, “come se io fossi di legno e non me ne rendessi conto. Io sono fortunata, lo so… Ma proviamo un attimo a pensare a come possa essere a Reggio Calabria o a Noto, in provincia di Siracusa, da dove vengo io”. Cori non nega la volontà di diventare, grazie anche al progetto con Arcigay, portavoce delle persone trans, per dare dignità a una categoria, “che non è composta solo da cubiste e prostitute. Siamo appariscenti, è vero, anche per colpa della nostra stazza, ma siamo anche persone normalissime. Mi sento come nel periodo pre-femminista, quando una donna per valere almeno un 6 doveva essere un genio. Stesso discorso per noi: dobbiamo sempre essere –issime, se vogliamo essere prese in considerazione. Le luci della ribalta sono lontane…”.

Cori, arrivata a Milano dalla Sicilia a 18 anni per frequentare l’Istituto Marangoni, prestigiosa scuola di design e moda, è diventata trans a 40 anni, un po’ anche per paura di deludere la famiglia: “Quanto mi sbagliavo. La mia famiglia oggi è felicissima per me, se l’avessi saputo, gliel’avrei detto 20 anni prima. Il momento che hanno vissuto peggio è stata la fase intermedia, quella in cui non capivano più chi ero. Oggi la mia mamma mi regala gioielli e pellicce, e per Natale mi fa la focaccia”. Le scarpe che crea sono da donna e vanno dal 35 al 45, ma quest’anno si sono aggiunti modelli unisex e per uomo, “perché le mie scarpe non sono per gay o per lesbiche, ma per tutti”. Tante le fan del brand nel mondo dello spettacolo, dalla modella trans Lea T. a Belen Rodriguez, passando per Ilary Blasi. “Ovviamente tutto questo apprezzamento mi fa piacere, ma sono più felice quando vedo le mie scarpe ai piedi della gente vera: una signora al supermercato, una ragazza che ne chiede un paio come regalo di Natale. Beh, queste cose mi commuovono”. Al momento è possibile acquistare la firma Coriamenta solo online, con l’auspicio che dalla prossima stagione si torni nei negozi.

- “Non tornerei indietro, e non cambierei nulla di quello che è stato. Lo dico sempre: siamo il frutto di quello che seminiamo: oggi mi guardo e mi piaccio, amo me e amo mio marito. Anche se ho fatto degli errori, oggi sono qua. Tutto è nuovo, sto con i piedi ben piantati a terra, e mi avvio su questo nuovo percorso”. (Ambra Notari)

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