Tagli, senza servizi 20 tossicodipendenti della cooperativa “Il Ponte”
Foto di Davide Monteleone
FIRENZE – Quasi 700 mila euro di tagli alla cooperativa Il Ponte di Pontedera, che nel giro di pochi mesi, alla fine del 2012, ha dovuto chiudere due strutture che si occupavano di reinserimento e prevenzione nel settore delle tossicodipendenze. La prima struttura a dover chiudere è stata la Comunità terapeutica Residenziale Pian della Rena a Livorno, un servizio innovativo per la fase del reinserimento prioritariamente per coloro che in precedenza avevano seguito un trattamento residenziale presso le altre due comunità pubbliche della Asl 6 di Livorno. La struttura seguiva mensilmente circa dieci persone. Il servizio promuoveva percorsi di reinserimento e di integrazione attraverso attività lavorative e formative nel campo dell’agricoltura sociale accompagnando l’inserimento lavorativo con un forte supporto psicologico ed educativo.
La seconda struttura che ha chiuso è stata quelle de Le Pianacce a Piombino, un centro specialistico residenziale per l’osservazione, la diagnosi e l’orientamento. Si trattava di un servizio specialistico plurimodulare che considerava la tossicodipendenza un fenomeno molto complesso che viene caratterizzato da fattori tra loro eterogenei, di natura sociale, economica, psicologica, biologica e giuridica. Attraverso un percorso personalizzato, fatto di momenti pedagogico-educativi, terapeutici (individuali e familiari e di gruppo), medico-sanitari e socializzanti, il soggetto veniva orientato verso un successivo trattamento, il più adatto e idoneo possibile con le sue capacità personali per affrontare la sua dipendenza da sostanze. La struttura poteva ospitare fino a un massimo di otto persone.
“Complessivamente – spiega il presidente della cooperativa Il Ponte, Marco Cioni – quasi venti tossicodipendenti sono rimasti senza servizi improvvisamente, a causa dei tagli che la Asl ha effettuato dal giorno alla notte e che ci ha comunicato tramite una lettera, lettera che ci ha lasciato totalmente spiazzati. Oltre alla mancanza dei servizi per i tossicodipendenzi, i consistenti tagli hanno avuto forti ripercussioni anche sul nostro personale, visto che quasi una decina di dipendenti è rimasto senza lavoro”.
La Cooperativa II Ponte è nata nel 1985 da un percorso partecipato nel quale un gruppo di cittadini insieme a genitori di ragazzi tossicodipendenti, a rappresentanti di associazioni e istituzioni, ha cercato di dare una risposta radicata nel territorio per affrontare il problema delle dipendenze non come sintomo isolato dal contesto, ma in continua relazione con la rete sociale, dalla famiglia alle istituzioni, in un processo di trasformazione che coinvolgesse sia il tossicodipendente che la sua realtà di vita. Già alla nascita si delineava forte l'alleanza tra comunità locale, elementi istituzionali e privato sociale che ha caratterizzato la nostra storia.