23 febbraio 2021 ore: 12:36
Economia

Teatro, presidio a Firenze: allo stremo, 3 mila a rischio in Toscana

"Vedere i grandi magazzini pieni e i teatri chiusi fa sempre più male". Lo spiegano i sindacati Cgil, Cisl, Ul e Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil che hanno convocato il presidio 

FIRENZE - Dagli amplificatori le note di Bob Marley e della Bandabardò del compianto Erriquez. Un musicista per strada si cimenta con il corno nel 'Libiamo' della Traviata di Verdi. E tuttavia sotto la prefettura di Firenze non c'è nulla da festeggiare. Teatri, fondazioni e cinema "sono allo stremo. Il comparto era già in difficoltà prima del Covid, ma con la pandemia solo in Toscana rischiano di perdere il posto 3.000 lavoratori. Vedere i grandi magazzini pieni e i teatri chiusi fa sempre più male", spiegano i sindacati che hanno convocato il presidio (Cgil, Cisl, Ul e Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil).

Questo, dicono i confederali, "è uno dei comparti più colpiti. Sui ristori non abbiamo certezze, ma soprattutto a rischio c'è la sopravvivenza dei teatri: i grandi, ma soprattutto i piccoli e i medi, a cui arrivano sì i finanziamenti del Fus, ma minimi". Con loro in piazza ci sono i precari, "gli assunti a giornata", quelli che hanno sofferto più di tutti il fermo imposto dalla pandemia: "A un anno esatto dalla chiusura- racconta uno di loro- noi di tutele non ne abbiamo avute. E chi è riuscito ad accedere ai ristori, da marzo a oggi ha preso 4.800 euro, una cifra che si commenta da sola". Ai contratti intermittenti, infatti, "basta una sola giornata di lavoro per essere esclusi dal meccanismo".

Nelle ultime ore sono però arrivate le parole del ministro della Cultura, Dario Franceschini, e con loro la speranza di riaprire. "Il nuovo governo- dicono in diversi- ha speso parole positive sulle cultura. Però ora debbono seguire i fatti". Anche perché in questi mesi "sono state studiate, e quando possibile messe in campo, misure di sicurezza rigorose. E se il problema è il coprifuoco siamo disposti anche a rimodulare gli orari degli spettacoli: dalle 19 alle 21, così da far rientrare le persone in casa prima del coprifuoco".

Ci sono le urgenze di oggi, ma la piazza preme anche per una "riforma organica del settore, anche cogliendo l'occasione offerta dal 'next generation Ue'". Ovvero mettere in pista "oltre agli ammortizzatori sociali adeguati, il giusto riconoscimento per le competenze e un ripensamento del sistema previdenziale". Ma anche "un potenziamento degli investimenti strutturali sulle professionalità, sulla formazione, sui luoghi e le modalità dell'offerta culturale che, senza essere snaturata, colga le adeguate opportunità delle nuove tecnologie". (DIRE)

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